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Moto3, Mir: ho raggiunto ciò che inseguo da sempre

"Questa stagione è stata perfetta, un insieme di fattori perfezionati meglio degli altri. Della gara non ricordo nulla, ho cercato solo di restare davanti"

Moto3: Mir: ho raggiunto ciò che inseguo da sempre

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Gli indizi sul talento smisurato di Joan Mir sono vari, ed il titolo appena conquistato è probabilmente il principale. Gli occhi del giovane spagnolo traboccano di felicità, e nelle sue parole si avvertono grande sincerità ed altrettanta simpatia. “Non ricordo nulla della gara – apre scherzando Joan - ho cercato solo di rimanere davanti, visto che dietro alcuni piloti erano un po’ pazzi e facevano manovre pericolose. Ho cercato di fare il mio ritmo, quello costruito nelle prove libere, nonostante la presenza del vento. A metà gara ha iniziato a piovere così mi sono chiesto che fare, dato che in casi del genere è più facile seguire un riferimento;  quando ho visto la bandiera rossa ho impiegato un po’ di tempo a capire l’esito della gara, ma dopo aver visto il mio nome in testa è stato qualcosa di incredibile”.

Un weekend iniziato con ancora nella mente le difficoltà di Motegi, ma terminato sul gradino più alto del podio con un serpente di gomma al collo e tanti concittadini in festa in quel di Palma di Maiorca, sua città natale.

“La pressione vissuta in questi giorni è stata una cosa nuova per me; ho cercato di fare il massimo per vincere, gestendo la pressione interna e divertendomi, ed è andata bene. Il serpente? Deriva dal pre event Dorna insieme agli animali; non è mai stato il mio animale preferito, ma da ora lo è (ride). So che molti miei tifosi si sono radunati alla Palma Arena (palazzo sportivo della città ndr): devo davvero ringraziarli per tutto il supporto che mi hanno regalato durante la stagione”.

Una stagione da incorniciare quella del maiorchino, in cui è difficile trovare momenti in cui non abbia fatto la cosa giusta 

“E’ stata una stagione perfetta per noi. Tre anni fa ho debuttato nel mondiale e ho trovato tanti piloti veloci; diventare oggi campione è incredibile. Quando insegui qualcosa per tanti anni e con tutte le tue forze, raggiungerlo è qualcosa difficile da spiegare. Quanto fatto quest’anno è frutto di tanti fattori – prosegue Mir - come l’allenamento, la moto e la confidenza con essa, che se perfezionati meglio degli altri ti portano a vincere”.

Cosa che a Joan è riuscita ben nove volte in stagione, costituendo un record difficile da battere per i futuri campione di categoria.

“Mettendo da parte quella odierna, la vittoria più bella è stata a Barcellona, che mi ha regalato una grande soddisfazione soprattutto per il sorpasso all’ultimo giro. In generale, le vittorie in casa come quella ad Aragon sono state le più speciali”.

C’è già chi parla di futuro, ovvero di Moto2, ma il giovane spagnolo per ora glissa

“Non so che potrà fare in Moto2; l’unica cosa certa è che mi diverto con le moto più grosse. Spero di fare una grande stagione, ma al momento voglio un po’ festeggiare questo titolo. Tutti coloro che corrono in MotoGP sono un’ispirazione. Ho sempre seguito in particolare Valentino, che è stato il mio eroe, ma cerco di studiare i particolari di ogni pilota”

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