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MotoGP, Il retroscena: Iannone rinuncia al casco di protesta

Andrea aveva preparato un casco per rispondere alle critiche, ma ha deciso di non usarlo. Brivio scagiona Suzuki: "Scelta presa da lui"

MotoGP: Il retroscena: Iannone rinuncia al casco di protesta

Iannone non ne può più. Attaccato sui social per il suo stile di vita, forse messo in discussione dalla sua stessa squadra, si trova a guidare una Suzuki troppo lenta per il suo modo di guidare. Il risultato è una crisi sotto gli occhi di tutti: terzultimo alle spalle del compagno, Alex Rins.
Da qui la voglia di lanciare un grido di protesta, ma come farlo? Con un casco ovviamente. L’idea era quella di rappresentare le supposte cause, lette e rilette, di una situazione per lui insopportabile.

Dunque un elmo contro i preconcetti: un cartello di divieto con all’interno l’immagine stilizzata, di profilo, di una donna, un’altra con inserita una moto, poi un cuore con all’interno il simbolo dell’amore libero. La scritta ‘vietato fumare’, e tante altre citazioni di una rabbia inespressa perché non supportata sfortunatamente dai risultati.
Un casco che però non vedremo mai. Sembra infatti che questa forma di protesta non sia stata gradita. Da chi? Davide Brivio smentisce che il ‘no’ sia arrivato dalla Suzuki: “E’ stata una decisione di Andrea. Semplicemente lo ha visto e non gli è piaciuto, così ha deciso di non usarlo”.

Non c’è motivo di non credere alle parole del team manager, ma il disagio del ‘Maniaco’ è palpabile ormai. Passando nello specifico a quanto accaduto in pista, quella odierna è stata forse la giornata più negativa dell’avventura in Suzuki del numero 29. Dopo aver sfiorato (seppur con il crono di ieri) la Q2 diretta nel turno mattutino infatti, nelle qualifiche Iannone è affondato nelle ultime posizioni, dovendosi accontentare della 21° posizione nella griglia di domani. “Facciamo molta fatica, non ci siamo – apre laconico Andrea – mentre gli altri hanno fatto dei passi in avanti e sono stati più veloci. Faccio fatica a guidare e non ho feeling, sono tanti i motivi della prestazione di oggi”.

Le difficoltà di Iannone si percepiscono, specie quando si tenta di entrare nell’aspetto tecnico. “Non c’è un aspetto ben preciso da cambiare, ed il problema è proprio questo. Ci sono tante aree dove secondo me bisogna migliorare; con un telaio o un motore nuovo non risolviamo il problema. Dobbiamo costruire una moto che riesca ad impennare meno, accelerare meglio, che trovi maggiore grip, insomma tante cose. Credo che da l’anno scorso siano cambiate molte cose”.

Il problema che maggiormente affliggeva ieri Iannone era la frenata, ed i miglioramenti non sembrano arrivati.

“Magari fossimo riusciti a migliorare, ma non penso che riusciremo a farlo perché non è facile. A Misano ho sempre fatto dei buoni risultati, e durante gli anni di Ducati ho lottato sempre con Dovi anche quando ero nel team Pramac. Il sostegno del pubblico per fortuna non manca, anzi sembra aumenti”.

A questo punto si potrebbe sperare nella pioggia, che pare molto probabile domani, ma il 29 smorza subito i possibili entusiasmi.

“In MotoGP la moto conta sempre e tanto. L’anno scorso lottavo per vincere le gare e fare podio tutte le domeniche, mentre ora sono nelle ultime posizioni insieme al mio compagno di squadra. In MotoGP la moto fa la differenza, altrimenti Lorenzo quest’anno sarebbe in lotta per il titolo. La moto del prossimo anno? Non devo rispondere io, ma chi si occupa di questo; noi piloti pensiamo al presente”.

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