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MotoGP, Marquez perde un motore, ma non è allarme rosso

A Honda non succedeva dal 2007 di rompere un propulsore in gara. Suppo: "gli ingegneri stanno esaminando il motore, siamo ottimisti"

MotoGP: Marquez perde un motore, ma non è allarme rosso

Domenica sera, nel paddock di Silverstone, si cercava di risolvere contando solo sulla memoria a un piccolo enigma: quando era stata l’ultima volta che un motore Honda aveva abbandonato un pilota in gara? “Il fatto che tutti se lo chiedessero, significa che l’affidabilità è grande” sorride il team principal Livio Suppo.

Scartabellando negli annuari, si scopre che l’ultimo forfait tecnico per l’HRC risale a quasi 10 anni fa: Gran Premio di Phillip Island del 2007, quando Nicky Hayden fu costretto a fermarsi a bordo pista quando mancavano 15 giri dalla fine.

Il motore ora è in Giappone, i nostri tecnici lo esamineranno e poi conosceremo meglio la situazione. Se ci saranno problemi, sono sicuro che riusciranno a risolverli ma un guasto ogni tanto è questione di statistica - spiega Suppo - L’importante è che Marquez fosse competitivo anche a Silverstone, la prossima gara sarà a Misano dove abbiamo fatti un teste positivo e quindi siamo ottimisti”.

Se il problema fosse legato solo a quel motore in particolare, Marc non dovrebbe avere problemi a finire la stagione rimanendo nel limite delle 7 unità previste dal regolamento . Il propulsore andato in fumo in Inghilterra era il suo 4°, omologato a Brno e usato per 12 sessioni, tra cui la seconda parte di gara flag-to-flag in Repubblica Ceca.

Un chilometraggio limitato e infatti Marquez stesso aveva parlato di motore ‘fresco’. Come potete vedere nella tabella qui sopra, i motori della MotoGP sono riusciti a raggiungere un’affidabilità invidiabile. La 2ª unità di Marc è stata usata in ben 39 turni, comprese due gare, mentre la prima e la terza sono riuscite a completare 4 gare ognuna senza problemi. Con 7 propulsori a stagioni, se la rottura di Silverstone fosse stata un caso isolato, non dovrebbe esserci nessun problema per Marc.

Del resto, Honda, Ducati e Yamaha sono molto allineate nell’uso dei motori. Prendendo in esame i primi 5 piloti nella classifica Mondiale, tutti stanno usando il 5° motore: Ducati e Honda lo hanno montato a partire dal GP dell’Austria, Yamaha il fine settimana prima, a Brno.

Come potete vedere dalle tabelle relative ai piloti, con 6 GP ancora da disputare tutti hanno margine sull’utilizzo dei propulsori. Ora Marquez ha un piccolo svantaggio su Dovizioso, Rossi, Vinales e Pedrosa, ma non si è ancora accesa la spia rossa dell’allarme.

Guardando anche agli altri piloti, spicca la coppia Folger-Zarco di Tech3, unici ad avere utilizzato solo 4 motori, mentre Crutchlow e Baz sono a quota 6. Stesso numero per Smith e Pol Espargarò, ma KTM è in regime di concessione e ha a disposizione 9 motori all’anno, come l’Aprilia, che con Aleix Espargarò ne ha già montati 7.

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