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MotoGP, Iannone: l'incidente con Petrucci? Non è stata colpa mia

Caduta per Andrea che coinvolge la Ducati del ternano: "si è toccato con Espargarò, è andato largo; è rientrato in traiettoria, ho frenato forte ma ho perso l'avantreno"

MotoGP: Iannone: l'incidente con Petrucci? Non è stata colpa mia

Un’altra gara da dimenticare, questa volta non terminata nelle posizioni di rincalzo, bensì, nelle dure vie di fuga del tracciato inglese. Caduta a due giri dal termine del Gran Premio per Andrea Iannone, che coinvolge anche l’incolpevole Danilo Petrucci; la scivolata del pilota Suzuki alla curva Abbey stende la Ducati numero 9 del ternano e sancisce la fine del loro weekend d’Oltremanica.

Eppure, la domenica di Iannone era iniziata bene, grazie al miglior tempo registrato nel warm up. In gara, però, sono riapparsi i soliti problemi: “è stata una gara difficile -racconta Andrea- la gomma posteriore non mi offriva un buon grip, la Suzuki scivolava molto, pattinava in accelerazione ed era davvero difficile per me da controllare. Ero lento e perdevo tanto tempo in uscita di curva ed era difficile da parte mia provare a superare gli altri piloti. Non riuscivo nemmeno a tenere il loro passo”.

È arrivata quindi la rovinosa caduta, nella quale hai coinvolto Petrucci…

Ero molto vicino a Danilo, mi trovavo nel gruppo, c’era pure Aleix Espargarò. Credo che il pilota Aprilia e Petrucci si siano toccati in staccata, la Ducati è andata larga ed una volta rientrata in traiettoria ha incrociato la sua linea con la mia; ho tentato di evitare Petrucci, frenando più forte, ma ho perso l’avantreno e sono caduto, buttando giù anche la sua Ducati. Per fortuna Danilo non si è fatto male e sa che non è stata una manovra volontaria, non è stata colpa mia”.

Andrea, dopo questo zero, guarda al prossimo Gran Premio…

Alex Rins ha fatto una buona gara, sono contento perché è arrivato a 15 secondi da Dovizioso; insomma, abbiamo qualcosa di positivo sul quale lavorare nel garage Suzuki. Vorrei già essere domattina a Misano, e provare a giocarmela con gli altri ragazzi”.

Dove trovi tutta questa pazienza per sopportare la difficile situazione?

“In passato ero un pilota decisamente più nervoso, poi, col tempo, ho capito che il tempo ed il lavoro portano i risultati. Con il nervosismo non ho mai risolto niente, dall’oggi al domani in questo sport non si ottiene nulla, sicchè continueremo a lavorare per migliorare i nostri risultati”.

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