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MotoGP, Petrucci: nel 2019 voglio la Ducati... 'vera'

"L'obiettivo è il team ufficiale ma non chiudo le porta ad Aprilia. Sono il miglior Danilo di sempre, ma devo salire ancora un gradino"

MotoGP: Petrucci: nel 2019 voglio la Ducati... 'vera'

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Una settimana in Grecia e due giorni a Misano, questo per il momento il programma dello stop estivo di Danilo Petrucci. Ieri sera ha finito la due giorni di test sul circuito romagnolo, “e sono sfinito - racconta - ma per modo di dire perché i lavori faticosi sono altri, in verità mi sono molto divertito”.

Si vorrebbe chiedere al pilota di Pramac cosa ha provato, a partire dalla nuova carena promessa da Gigi Dall’Igna per la seconda parte dell’anno, ma direttiva dall’alto impongono il silenzio. “Posso dire che in questi giorni ho avuto la dimostrazioni che gli ingegneri non si sono risparmiati, avevo tanto materiale da provare - dice - Stare in moto così tanto tempo è stato un buon allenamento, il primo giorno ho fatto 90 giri, il secondo 77”. Altro non rivela, quindi bisogna cambiare argomento.

Daniele Romagnoli, il tuo capotecnico, ti ha dato un 8 per questa prima metà di stagione. Che ne pensi?
Non lo sapevo, è un bel voto. Abbiamo fatto delle cose buonissime, soprattutto nelle ultime 4 gare. Penso che mi abbia dato un buon voto anche come stimolo per la seconda parte della stagione”.

Tu che voto ti dai?
Un pelino meno, perché sono ambizioso e so che mi manca ancora un passo per stare nell’élite dei piloti della MotoGP. Quest’anno ho salito un gradino ma me ne manca un altro per stare sempre con i migliori”.

Però non è andata male…
Al Mugello benissimo, mentre a Barcellona ho spinto troppo e alla fine ho fatto un errore. Al Sachsenring sono stato veloce ma è successo qualcosa che non abbiamo capito, anche se a vedere la gomma a fine gare sembrava inequivocabile che ha avesse avuto dei problemi”.

L’anno non era partito benissimo, perché?
Sono stato un po’ condizionato dalla nuova moto, avevo tante cose da provare e questo ci ha fatto perdere un po’ di tempo nei weekend di gara. Però la Ducati si è dimostrata competitiva e dopo Le Mans siamo riusciti a trovare stabilità”.

In Ducati hai una moto ufficiale ma non sei nella squadra ufficiale, perché non hai scelto Aprilia?
Perché mi piace fare le cose per bene, e non era il momento giusto. Ducati sta facendo un grande lavoro e mi sento parte del progetto, questo test ne è stata la dimostrazione. Credo di essere importante per loro e mi sarebbe dispiaciuto andarmene proprio adesso. Se avessi scelto un’altra strada credo che la seconda parte della stagione sarebbe stata diversa per me”.

Però Aprilia ti aveva offerto molto…
“Ripeto, mi piace fare le cose per bene e quindi per me è più logico un contratto di due anni, in modo di avere continuità. Per il 2019 tutte le moto saranno libere e io non chiudo nessuna porta, il mio primo obiettivo su quell’anno è stare ancora sulla Rossa… ma quella 'vera', nel team ufficiale. So che Ducati tiene a me, se farò il bravo potrei andare nella squadra ufficiale, altrimenti cambierò lavoro (ride)”.

Sarebbe la consacrazione definitiva, ma dici che ti manca ancora qualcosa.
Negli ultimi Gran Premi me la sono giocata con i migliori, ma mi serve maggiore consistenza in gara. Stiamo parlando di piloti che hanno vinto Mondiali, mentre io non sono ancora riuscito a vincere nemmeno una gara”.

Non sei troppo negativo?
No, perché so che devo salire ancora quel gradino, non penso di fare loro ancora veramente paura”.

Ammetti almeno di essere sulla strada giusta?
Nelle ultime 4 gare sono praticamente sempre partito in prima fila (si riferisce al Mugello dove era stato retrocesso per un piccolo errore in qualifica ndr) e quindi è positivo, ma so anche che mi serve maggiore esperienza. Credo di essere cresciuto, so di essere il Danilo migliore di sempre e avere una moto ufficiale mi aiutato nella mia progressione”.

Ripeti spesso che fino a pochi anni fa correvi per non arrivare ultimo…
Ancora nel 2014, ma io ho sempre creduto in me altrimenti non sarei arrivato da nessuna parte. Ho sempre pensato che il mio posto fosse davanti, anche se forse per molti sono una new entry, nel senso che non tutti si aspettavano da me certi risultati vedendo i miei primi 3 anni in MotoGP”.

Quindi ti promuovi?
Negli ultimi due anni e mezzo devo ammettere che c’è stata una bella crescita… ma non ho ancora fatto un cazzo! (ride)”.

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