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La MotoGP pensa a una sorella elettrica per il 2019

Le moto a propulsione elettrica potrebbero entrare come protagoniste di gare di supporto nel motomondiale,  ma non è una novità

MotoGP: La MotoGP pensa a una sorella elettrica per il 2019

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Qual è il futuro delle corse motociclistiche? La propulsione elettrica? La domanda è affascinante e per nulla fuori luogo, perché ormai da anni si parla di trovare delle alternative alla cara e vecchia benzina e le corse, da che mondo è mondo, sono il terreno ideale per sviluppare nuove tecnologie.

Non preoccupatevi, non vedrete in breve tempo Marquez e Rossi sfidarsi su moto elettriche, ma questo non significa che la MotoGP non guardi con interesse a questo nuova frontiera. L’automobilismo, da qualche anno, ha la Formula E che sta portando le gare nel centro delle città, da Parigi a New York, fino ad arrivare a Roma.

Dorna sta pensando di fare entrare le moto elettriche nel motomondiale come gara di contorno, come ha dichiarato il Director of Technology del campionato, Corrado Cecchinelli, a crash.net: “non stiamo pensando all’uso di motori elettrici per nessuna delle tre classi - ha messo in chiaro - però siamo interessati alle competizioni di moto elettriche per una serie di ragioni. Prima bisogna capire se c’è la possibilità, ci vorranno un paio d’anni, quindi stiamo parlando più o meno del 2019. Ci sarà la possibilità di vederle in pista? Sembra di sì.

MotoGP, Moto2 e Moto3 sono salve ma a contorno ci saranno gare di moto elettriche, il che non è una novità per il mondo delle due ruote, che si era mosso prima di quello delle quattro. Nel 2008, infatti, Azhar Hussein, creò la TTXGP, il primo campionato per moto a zero emissioni. Addirittura erano previste tre classi (Pro, Open e Weight) e quattro categorie: per moto elettriche, per moto a fuel cell, per moto con motori a combustione interna alimentati da fuel cell, per moto con propulsione ibrida.

La prima gara di corse nel 2009 al Tourist Trophy dell’Isola di Man e a vincere la classe Pro fu Brarber con la AGNI alla media di 140,7 km/h, mentre la Open se la aggiudicò Chris Heath alla media di 106,252 Km/h.

Subito dopo iniziarono però gli screzi tra Hussein e la Federazione Motociclistica Internazionale, che voleva creare un proprio campionato, l’e-Power. Dall’altra parte, anche gli organizzatori del Tourist Trophy vollero smarcarsi dalla TTXGP e crearono una propria gara, la TT Zero, all’Isola di Man a partire dal 2010.

Nel 2010, la TTXGP andò avanti per la sua strada, ma nel 2011 ci fu un accordo per organizzare una gara insieme alla FIM a Laguna Seca, vinta da Steve Rapp su Mission Motors. Dopo questo esperimento, i due organizzatori unirono le forze per creare nel 2013 l’eRoad Racing World Championship.

Non si trattava di un vero e proprio Mondiale, ma di due serie (avrebbero dovuto essere tre, con quella asiatica): una in Nord America (si corse a Laguna Seca e Indianapolis) e una in Europa (le gare a Valencia, a Oschersleben e a Le Mans). Ci sarebbe poi dovuta essere una finalissima in India, al Buddh International Circuit, in occasione della gara del Mondiale SBK che però non si corse. Così quell’appuntamento saltò, così come gli ultimi due della serie americana.

Per la cronaca, il vincitore del campionato americano fu Eric Bostrom su Brammo, mentre in Europa si impose Ho Chi Fung su Zongshen.

L’eRoad Racing World Championship finì così e cadde nel dimeticatoio, di quell’esperienza rimane solo un pagina Facebook che non viene aggiornata da più di tre anni.

Al TT invece le moto elettriche continuano a correre, quest’anno nella TT Zero si è imposto Bruce Anstey (su Mugen) e in qualifica ha completato un giro in 20’40”209. Per fare un confronto, nello stesso giorno, Anstey ha girato con la Honda SBK in 17’31”199, 3 minuti e 10 secondi, pressapoco, più veloce su un tracciato che misura più di 60 chilometri.

Le moto elettriche non vanno quindi per nulla piano. Un altro esempio? Shane Turpin, nel 2013, fece la pole position a Laguna Seca in 1’32”516, nello stesso anno Laverty sull’Aprilia SBK fu primo sulla schieramento in 1’24”482.

Da allora sono passati 4 anni e la tecnologia fa passi da giganti, facile pensare che se entrassero in gioco le grandi Case in gap si ridurebbe molto velocemente. La domanda forse non è quando le moto elettriche affiancheranno la MotoGP, ma quando la rimpiazzeranno.

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