Moto2, Forward si ispira a Ducati... per qualche Km/h in più

Sulle moto di Marini e Baldassarri degli indediti paramani: "funzionano sopra i 200 chilometri all'ora e non hanno controindicazioni"

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Di aerodinamica in MotoGP si è parlato e si continua a parlare, prima con le ali e ora con soluzioni alternative, ma nelle altre classi questo sembra un tema inesplorato. I regolamenti in Moto2 e Moto3 vietano ali e affini, ma c’è chi sta sperimentando qualcosa di nuova.

Come il Team Forward, che dal Mugello sta provando sulle moto di Marini e Baldassarri delle appendici sul cupolino, una sorta di paramani che ricordano quelli delle Desmosedici in MotoGP.

È vero, abbiamo preso spunto dalla Ducati - confessa Donatello Giovanotti, capotecnico di Luca Marini - Tutto è nato lo scorso anno, quando siamo stati una giornata a Perugia in galleria del vento, studiando le turbolenze che si generano sulla moto e avevamo notato che il punto in cui l’aria investe le mani è critico. Era per questo motivo che in passato i piloti in rettilineo staccavano la mano sinistra dal manubrio per stringere la forcella”.

Senza dimenticare che Luca e Lorenzo sono due piloti alti e robusti, non la migliore struttura fisica per l’aerodinamica.

Per questo motivo abbiamo realizzato questi paramani e abbiamo scoperto delle cose interessanti - continua Giovanotti - Questa soluzione ci dà vantaggi sopra i 200 km/h e ci ha permesso di migliorare di 2 o 3 Km/h la velocità massima. So che sembra poco, ma in Moto2 i motori sono identici per tutti e anche una piccola differenza può aiutare”.

Soprattutto non ci sono lati negativi.

Kalex fornisce due carene, una più grande e una più piccola, ma con la grossa in caso di vento ci sono problemi nella guida, con i paramani no - spiega - Stiamo lavorando per affinare questi componenti e dopo la pausa estiva porteremo un’evoluzione, l'obiettivo è farli diventare efficaci già dai 170 Km/h. Non è semplice, anche perché la carena non può superare per nessun motivo la larghezza massima di 600 millimetri”.

Piccoli dettagli che però possono fare la differenza, soprattutto quando non si dispongono i budget faraonici della MotoGP.

Credo che ci sarebbe spazio per sviluppo di nuove soluzioni, ma il problemi sono i costi - l’opinione di Giovanotti - Servirebbe un’azienda esterna che lavori costantemente e molte giornate in galleria del vento. Noi continueremo comunque su questa strada anche per i prossimi anni”.

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