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MotoGP, GP Mugello: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Una festa tricolore grazie a Dovizioso, Pasini e Migno. Ducati ritrova Petrucci e perde Lorenzo, Vinales se la ride a differenza di Marquez

MotoGP: GP Mugello: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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Potremmo riempire queste poche righe esaltando la tripletta tricolore al Mugello, esaltando l’epica di Dovi-Paso-Migno triade delle meraviglie da declamare con contrito rispetto, crogiolandoci sugli allori presenti senza pensare a passato e futuro, sbeffeggiando (amorevolmente, va da sé) gli atavici rivali spagnoli… ed è esattamente quello che faremo.

Le facce dei due Andrea e di Mattia non sono quelli che si trovano sulle riviste patinate, ma per vincere non è una necessità. Sono le facce di chi a volte ha preso degli schiaffi ma non per questo ha piegato la testa. Sono le facce di chi è andato dritto per la sua strada tenendosi camminando sui sassi nelle scarpe. Sono le facce che si sono commosse e hanno fatto commuovere. Sono le facce che alla fine hanno sorriso.

Che belle facce.

IL BELLO – Tre su tre, cinque su nove, le bandiere italiane che hanno sventolato sul podio del Mugello. Sotto una mare giallo di tifosi che per nulla imbarazzato dal proprio colore festeggiava e urlava. Ci voleva una giornata così per fare vincere lo sport senza pensare troppo alle galassie che vi gravitano ma solo alle stelle. Tre, romagnole e sorridenti, outsider li chiamano con imbarazzo quelli che non li credevano capaci di tanto. Migno, Pasini, Dovizioso, ripetiamo i nomi nel caso ve li foste dimenticati.

IL BRUTTO –  Non siamo in preda ai fumi alcolici dei festeggiamenti quando diciamo che l’Aprilia non è per nulla una brutta moto. Scartabellando fra le tabelle dei tempi, la RS-GP si è fatta valere ma è tornata a casa a mani vuote. Dov’è il brutto? Nei piloti. Aleix Espargarò spreca ogni occasione e Sam Lowes si fa vedere sono quando manda in frantumi l’ennesima carena.

IL CATTIVO – La sinfonia Ducati al Mugello ha avuto una nota stonata, suonata da Jorge Lorenzo. Il maiorchino, dopo un tentativo si assolo dopo la partenza, non è riuscito a prendere il ritmo della jam session rossa. Gara opaca e per fortuna Pirro non ha infierito. Dovessimo fare una recensione su MotoGPAdvisor, il rapporto qualità-prezzo sarebbe un po’ deludente.

LA DELUSIONE – Le Honda in Italia si sono viste solo nei replay di Marquez in veste di equilibrista. A proposito di Marc, è stato l’unico a rimanere a galla, seppur con l’onta di essere battuto da Bautista (un bravo a lui) su una Ducati vecchia di un anno. La speranza è che si tratti di un blackout momentaneo per accendere le luci nuovamente a Barcellona.

LA SORPRESA  – I tifosi di Petrucci possono definitivamente mettere nell’armadio le bacchette da rabdomanti e i vestiti da sciamano. Danilo si è tolto definitivamente di dosso l’etichetta di pilota idrofilo per sostituirla con quella di pilota completo. Il gigante buono della MotoGP sta incominciando a raccogliere i frutti di un lavoro lungo e duro. Una curiosità? Dividerà il premio del podio con tutta la squadra per una grande festa.

LA CONFERMA  – Nel giorno della festa azzurra c’è uno spagnolo che se la ride sotto ai baffi. Guardate Maverick Vinales che lascia logicamente la gloria ai piloti di casa mentre fa i calcoli per la classifica. Vinci quando puoi e arriva sul podio quando non puoi, la strategia non è difficile quando è lui a metterla in pratica.

L’ERRORE – Ultimo giro da biliardo all’italiana per Pedrosa che va a castello su Crutchlow che non apprezza il gesto tecnico. “Sono contento che abbia perso il secondo posto nel Mondiale” buttà lì Cal, poi fa pace con Dani.

IL SORPASSO – Mai è stato più facile eleggere il migliore. Il Paso che prima infila Marquez alla Casanova-Savelli e poi Luthi alla prima delle Arrabbiate, naturalmente all’ultimo giro. Le linee che ha disegnato Mattia sono degne di quei piloti rinascimentali che bazzicavano dalle parti del Mugello qualche centinaia di anni fa.

LA CURIOSITA’ – Che Capirossi abbia deciso di tornare a correre? Il dubbio veniva vedendolo sulla Ducati con il numero 65 in pista giovedì, state tranquilli, Loris stava girando delle riprese tv. Nelle prossime gare farà lo stesso con tutte le altre MotoGP, quando il lavoro è un piacere.

IO L’AVEVO DETTO – Al Mugello Ducati è al livello di Yamaha”. Evitando di specificare con quali piloti alla guida, Lorenzo ci aveva azzeccato.

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