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SWM Silver Vase e Gran Milano: sorelle vintage

Le due monocilindriche varesine richiamano i "bei tempi andati". Comoda e tranquilla la scrambler, sportiva e sacrificata la cafè racer 

Moto - Test: SWM Silver Vase e Gran Milano: sorelle vintage

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Forte di un passato glorioso e consapevole che il mercato delle moto classiche stia vivendo una seconda gioventù, la SWM di Biandronno propone due modelli dal richiamo retrò, come abbiamo descritto nella analisi tecnica, molto semplici tecnicamente, belle da vedere e facili da guidare, con prezzi alla portata di ogni tasca e prestazioni gestibili da ogni polso. Silver Vase e Gran Milano costano 5490 e 5990 euro. 

DEJA VU- Da qualche anno, ormai, questa tipologia di moto ha saputo conquistare una bella fetta di mercato, grazie a idee semplici ma allo stesso artistiche: non fa eccezione la SWM Siver Vase che, al primo sguardo, colpisce per diversi particolari: il doppio terminale di scarico stile anni ’70, la sella lunga in pelle, il motore bene in vista ed i manubri alti non confondono le idee, il riferimento è palesemente ai modelli di 40 anni fa, ma molto ben aggiornati. Il “440” sul portanumero laterale fa ben capire quale sia la cilindrata della moto, seppur approssimata per difetto. Anche il fanale anteriore, le gomme tassellate e la forcella con lo stelo ricoperto da uno strato di gomma ricordano i bei tempi andati.

STILE E SOSTANZA- Casco aperto, occhiali da sole anche di sera (come faceva Terminator) e giacca in pella “alla Fonzie”: ecco l’immagine di chi predilige la Silver Vase, nata per farsi notare. Ma si guida pure bene: la seduta è comoda per qualsiasi tipo di altezza e, qualora si volesse indietreggiare con il fondoschiena, la lunga sella imbottita consentirebbe una posizione più allungata ma, sarebbe consigliabile ospitare una seconda persona, magari di sesso opposto al nostro. Sulle piccole pedane di stampo turistico le scarpe non tendono a scivolare, il manubrio è alto e, oltre ad offrire un perfetto controllo della situazione, non affatica mai le braccia.

Il suono del monocilindrico non è assordante, anzi, ci piace sentire il motore che gira basso (la coppia massima è a 5500 giri) con una spinta interessante: il peso contenuto di soli 151 chili (inferiore ad alcuni scooter) ed il baricentro basso rendono molto piacevole la guida: prima, seconda e terza marcia, il cambio è preciso e morbido, la ciclistica mai in crisi, la spinta è piacevole, senza strappi o contraccolpi. Le sospensioni, grazie ad una taratura “soft” assorbono ogni tipo di irregolarità del manto stradale e le gomme turistiche intagliate, nate anche per piacevoli fuoristrada, sono intuitive e non fanno rimbalzare o scivolare la moto nelle buche o sulla (poca, per fortuna) ghiaia trovata nel nostro tragitto. La frenata non è potente né aggressiva, indicata ai ritmi turistici di questo modello.  

Fino a qui tutto bene, però, attenzione: la Silver Vase non è una scrambler per chi ama le grandi velocità nei rettilinei, né in prossimità delle curve: la inesistente protezione aerodinamica e le ruote strette non aiutano né consentono a chi la guida di poter esagerare, ma non importa: è bello andare a spasso a ritmi “da regolarità”, come direbbe qualche tecnico SWM coi capelli bianchi ed il look decisamente vintage.

APERITIVO SPORTIVO- Se si vuole spingere un po', eccovi qui la sorella Gran Milano: con un nome che richiama le tendenze di moda attuali, questa monocilindrica offre il suo meglio non solo quando la si osserva, ma pure in sella; nel percorso pub-casa, questa cafè racer, dotata di semimanubri bassi, una seduta monoposto leggermente più aggressiva, invoglia ad osare di più: dopo aver fatto bella figura nel vostro bar preferito, via: un giro di chiave e dagli scarichi esce la voce del monocilindrico SWM, in teoria lo stesso della Silver Vase ma che, dopo un solo colpo di gas, si rivela più allegro, dal timbro baritonale e “cattivo” quanto serve.

LIBERTA' O SOLITUDINE?- Il bel suono offerto dal motore invita ad aprire di più il gas, anche se… nelle prime tre marce la Gran Milano appare più lenta della Silver Vase. Ma come, questa non dovrebbe essere la sorella “spregiudicata” delle due?! La risposta arriva dalla quarta marcia in poi: la diversa rapportatura del cambio scelta dai tecnici offre minor accelerazione nei primi tre rapporti inseriti ma, dal quarto in poi, la velocità inizia a salire, con un più alto spunto finale. Anche il peso minore aiuta, specialmente nei tratti di strada con curve in successione medio-veloci: con la Gran Milano possiamo affrontare le curve ed i tornanti con la certezza che la moto potrà assecondare le nostre velleità sportive, grazie alle ruote più larghe e le Pirelli Diablo Rosso 2, decisamente più indicate delle MT 60 tassellate montate sulla Silver Vase.

La frenata è più pronta e potente, più “sveglia” sulla Gran Milano: il sistema ABS aiuta il disco flottante anteriore da 260 millimetri che non hai mai tradito per risposta ed efficacia. Questa moto è più reattiva e sportiva della Silver Vase, è bella da vedere ed attrae ammiratrici ed ammiratori che, dopo un cocktail (solo uno, mi raccomando) sarebbero pronti a condividere un giro veloce, non esagerato (questa non è la BMW R Nine T) con voi. Però, la sella monoposto, vi tarpa subito le ali.

PIACE- Linee, estetica e facilità di guida di entrambe le moto, sound del motore

NON PIACE- Spazio per il passeggero inesistente sulla Gran Milano

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