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Yamaha YZF-R6: media bollente

La 600 di Iwata si conferma "animale" da pista. Motore che urla a regimi vertiginosi e ciclistica affilata per l'highlander delle Supersport

Moto - Test: Yamaha YZF-R6: media bollente

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Segmento delle Supersport in crisi, Yamaha non ci sta e ripropone la YZF-R6 , ancora più grintosa e con un nuovo pacchetto elettronico. Una scelta controcorrente, che va a colmare un gap di offerta in una categoria, per destinazione d'uso cilindrata, che oggi, dopo il boom del passato, non offre più tante scelte all'utente voglioso di mettersi in garage una vera racer, pronta a dare il meglio di sè tra i cordoli.
E tra i cordoli abbiamo saggiato le doti della rinnovata media di Yamaha, su un tracciato dalla doppia anima come quello di Vallelunga: velocissimo nella prima parte, con una seconda più lenta e tecnica. L'ideale per esaltare le doti di una media frizzante come la R6.  Per sapere quali sono le novità per il modello 2017 vi rimandiamo alla nostra consueta analisi tecnica . Ora scopriamo insieme come và.

LA R6 CURVA PER CURVA - Si esce dalla "Roma" e si snocciolano le marce fino alla sesta. Si scollina ed ecco davanti la "Curva grande" con la velocissima "esse" dove ci si tuffa dopo un breve tratto in discesa: qui la R6 mostra grande stabilità e rigore nel mantenere la traiettoria impostata, seppure, nel veloce cambio di direzione, che porta poi alla staccata e delle due "Cimini", notiamo una certo sforzo nel "buttarla" dall'altro lato. I semimanubri, in configurazione di serie, sembrano troppo chiusi e questo non aiuta nella manovra. Per fare un raffronto nello stesso giorno in pista con la R1 l'azione avveniva in maniera più agevole.

Si arriva quindi la frenata della due "Cimini" una doppia curva che percorriamo in terza marcia: l'azione qui è precisa e lineare, con forcella  che regge all'affondo, non esasperato, della staccata, ed i freni che piacciono per mordente e modulabilità. Ottima la velocità di percorrenza che ci consente di tenere la migliore linea e portarci fuori dalla seconda curva in un baleno pronti per un'altra "esse" che ci spara verso il rettilineo della "Campagnano". L'urlo del motore è gasante, con note "rossiniane" che escono dallo scarico Akrapovic montato per l'occasione.
Staccata decisa della "Campagnano", si scala in terza e si riprende in uscita. Al richiamo del gas notiamo che, anche se qualcosa si è perso in termini di Kgm nella coppia, l'erogazione resta "pienotta" (nei limiti di una 600 sportiva ) favorendo l'uscita anche con il motore sotto il regime più favorevole. Lo scarico Akrapovic rende in generale il motore più sciolto dalle restrizioni di omologazione, facendolo rendere molto meglio.
Eccoci arrivati alla "Soratte": da qui in poi Vallelunga diventa un toboga dove l'agilità della R6 viene esaltata, seppure, ancora, abbiamo un'azione che potrebbe essere decisamente migliore con i semimanubri più aperti.


Dalla "Soratte" al "Tornantino" è un susseguirsi di lente svolte e frenate decisa, con staccate tirate, soprattutto all'ingresso del lungo curvone che porta poi al "Tornantino". Qui viene confermata la gran frenata e stabilità della R6, nonostante misure raccolte, riesce a darci la sicurezza necessaria per entrare forte anche con freni in mano. Il tutto accompagnato da un lavoro delle sospensioni efficace, sia in staccata che in accelerazione, oltre che dal motore che, nonostante qualche Kgm immolato all'altare dell'EURO4, riesce a riprendere bene con una buona risposta ai medi regimi.
Superato il "Tornantino", tirando seconda e poi  terza marcia e mantenendo il rapporto grazie al generoso allungo, si arriva alla "Esse" ancora un "pif-paf" (forse un pelo legnoso) e via verso la "Roma", un ampio curvone con un banking che consente velocità notevoli. Ma con una accortezza: quando si prende la corda e si inizia a dare gas, c'è un piccolo avvallamento che potrebbe disturbare l'azione in uscita. Venirne fuori è facile, ma le sospensioni devono svolgere il loro compito, cosa che notiamo fare al meglio con la media di Iwata. Con  la R6 è un attimo e ci ritroviamo di nuovo in carena pronto a rituffarci sul rettilineo di arrivo accompagnati dal sound da pura racer che accompagna l'allungo della YZF-R6.

PIACE: stabilità sul veloce, frenata, allungo del motore

NON PIACE: semimanubri troppo chiusi
 

Per il nostro test in pista in sella alla nuova Yamaha YZF-R6 abbiamo utilizzato:

 AGV CORSA 

Tuta Dainese Laguna Seca D1 PC
 

Guanti Dainese Full Metal G1 

 

Stivali Dainese Axial Pro 1 IN

 



 

 

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