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Moto3, Paolo Simoncelli: in Qatar Marco era con noi

Il racconto del primo Gran Premio della Squadra Corse SIC58 tra arrabbiature, felicità e tanta passione

Moto3: Paolo Simoncelli: in Qatar Marco era con noi

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In Qatar era difficile non cadere in preda dei ricordi ed emozionarsi anche solo passando di fronte al box della Squadra Corse SIC58. Le moto di Arbolino e Suzuki bianche con quelle due righe rosse inconfondibili, Paolo accanto a loro nel suo ruolo a metà fra team manager e papà, e poi la fotografia di Marco alle loro spalle.

L’avventura della squadra del Sic nel Mondiale è iniziata ed è facile cadere nei luoghi comuni parlandone. Li ha evitati però Paolo, che ha raccontato il suo fine settimana con il suo modo schietto e sincero.

Vi lasciamo alle sue parole.

Prima il Qatar con il suo clima desertico, con il suo  Shamal, un vento forte e polveroso, le sue usuali tempeste di sabbia e come se non bastasse anche con la sua grandine. Poi i piloti, quelli grandi, quelli che sono arrivati qui, quelli fortissimi, questo mix ha dato il benvenuto a Tony Arbolino nel tanto chiacchierato mondo del motomondiale!

A volte quando si raccontano le cose a questi ragazzi, che sognano di entrare a far parte di questo mondo, quando gli si dice che anche l’ultimo va forte… non sempre ci credono. La dimostrazione è Arbolino: "cioè, Paolo, io stacco forte, ma loro di più! Di solito penso, quando quello davanti a me stacca, che c’è margine, che posso staccare dopo... lì non c’è margine e non c’è un dopo. Poi tutti ti passano e non si capisce un cazzo!” “Bene, Tony, benvenuto nel mondo del motomondiale!”

Questo week end Tony è stato un bravo esordiente, con il meteo  per niente clemente. Partiva 17° , tempo ottimo per un novellino. La gara… bè l’avrete vista tutti. Il punto è che non ha mollato, ha girato in 2’08’’55, ha lottato per la 23° posizione. Ne è uscito frastornato, perplesso, pensieroso, poco contento della sua performance, ma stavolta, lo sono io per lui.

Tatsuky mi ha fatto arrabbiare. Uno che fa il mondiale da due anni non può affrontare le prove in questo modo da principiante, mi è sembrato un bambino viziato di fronte al suo primo problema. Si è complicato la vita da solo, cadendo due volte in due uscite, ed ha pagato questa superficialità girando con una moto non a posto. Poi, ha fatto una gara stupenda, esaltante, girando in 2’07’’ e stando con il gruppo di testa per i primi 10 giri, ma la moto non era pronta per reggere questi tempi, era rodata con i tempi che faceva in prova di 2’09’’, così ha dovuto rallentare per portare a casa più punti possibili. E questo mi ha fatto arrabbiare ancora di più. Perché c’era, poteva avere un paio di punti in più o magari niente, però poteva. In gara si è rivelato maturo e ha ascoltato, contrariamente alle prove, pagandole poi partendo dietro in griglia. Ma la Sic58 Squadra corse, con lui, si è aggiudicata il primo punto nel mondiale, che può sembrare una stupidata ma per noi è molto importante.

Io sono contentissimo, anche della scelta di un solo capotecnico per due piloti. Sono stati quindici giorni difficili, c’è stato tanto da fare, la difficoltà è stata data anche dai ritardi dei pezzi di ricambio e soprattutto dalla mancanza di carene.

Questa è la storia di due ragazzi con un sogno comune: correre nel motomondiale. È la storia, la mia, mi ero dimenticato l’emozione che solo la griglia del mondiale può darti.

È la storia di una squadra corse, della Sic58 Squadra corse, della calda accoglienza che tutti ci hanno riservato, ho sentito che gli siamo mancati e in Qatar è stato un po’ come avere e riportare Marco ancora lì in mezzo… quella che voglio raccontarvi non è la semplice storia di una passione, quella per questo sport tanto meraviglioso quanto struggente, la stessa che quest’anno ci riporterà sui circuiti di tutto il mondo… La nostra non è la semplice storia di una passione,  la nostra è una passione, con una storia, unica.

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