Tu sei qui

SBK, Davies: "E' stato come giocare a scacchi"

Il ducatista voleva vincere la prima gara ma qualcosa è andato storto: "ho dovuto risparmiare le gomme". Sykes: "dopo l'errore, il terzo posto è come una vittoria"

SBK: Davies: "E' stato come giocare a scacchi"

Share


Chaz Davies e Tom Sykes partivano per vincere la gara inaugurale di Phillip Island ma, per diversi ed imprevisti motivi, sia il gallese della Ducati che l’inglese della Kawasaki hanno dovuto “accontentarsi” rispettivamente del secondo e del terzo gradino del podio.

Il numero 7 del team Aruba ufficiale descrive in poche parola la sua prima manche di oggi: “la gara è risultata dolorosamente lenta in certi momenti -rivela Chaz- la scelta degli pneumatici è stata come il gioco degli scacchi: se volevi scappare, dovevi stressare le gomme, ma qualcuno doveva andare avanti, quindi, tutti eravamo prudenti e strategici.  Io ho preservato le gomme, specialmente negli ultimi giri. In gara soffiava un vento fastidioso, che ha disturbato la guida, era molto facile sbagliare, soprattutto se non si era abituati a correre qui a Phillip Island”.

Riguardo il livello degli avversari, cosa ci puoi dire?

Questa è una pista strana, dove spesso si gareggia in gruppo. Per capire il livello effettivo nostro e quello dei rivali, servirà attendere qualche round. Domani partirò dalla terza fila ma… l’anno scorso mi qualificai nono, sono abituato a partire così indietro (ride)”.

Il terzo posto finale non era il risultato che Tom Sykes sognava prima dello start ma il numero 66 del team Provec è apparso comunque soddisfatto: “considerando i due giorni di test e la giornata di ieri, questo terzo posto è un buon risultato per noi ma… sono anche deluso di non fatto meglio -puntualizza Sykes-  Però, analizzando il mio rendimento su questa pista, il podio di oggi vale come una vittoria in un altro circuito mondiale. Siamo abbastanza contenti in squadra, Phillip Island è un tracciato difficile”.

Anche Tom ha dovuto combattere contro gli avversari e contro il forte vento…

“Il vento era fastidioso, sbagliare era molto facile; ho commesso un errore in una curva, andando largo e non ho potuto recuperare il mio svantaggio. Ero già al limite dell’aderenza, la temperatura dell’asfalto era alta per una gara così lunga; domani cercheremo un assetto che ci possa garantire un grip maggiore”.

Articoli che potrebbero interessarti