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SBK, Barbier: la Superbike piattaforma ideale per lo sviluppo Pirelli

"In qualifica la gomma avrà più giri e i piloti non dovranno più aspettare gli ultimi minuti per ottenere il tempo"

SBK: Barbier: la Superbike piattaforma ideale per lo sviluppo Pirelli

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Non è un tracciato come tutti gli altri. Una pista particolare nel suo genere quella di Phillip Island, soprattutto per l’usura dei pneumatici. In casa Pirelli è Giorgio Barbier ad analizzare le caratteristiche del tracciato. Il responsabile della Casa italiana guarda al presente, strizzando l’occhio al futuro. Una cosa è comunque certa: nel 2017 la sfida di Pirelli è rivolta alle prestazioni della Superpole.

Questo è un tracciato impegnativo.  

“Esatto, per le gomme è la pista più complicata di tutto il Mondiale. Prima lo era insieme a Monza, adesso rimane l’unica. Ha uno stampo antico, se fossimo in Europa, probabilmente ci sarebbe una chicane all’ultima curva. Però per fortuna non è così. Qua le temperature sono molto elevate, di conseguenza c’è un forte surriscaldamento della gomma”.

Qua non ci saranno pneumatici di gamma.

“ Ovviamente al posteriore non portiamo la gomma standard, dato che potrebbero esserci dei problemi nelle ultime tre curve, a causa dell’elevato stress meccanico e termico ”.

L’inverno è stato lungo. Quali sono state le richieste dei piloti?

“Di concentrarci soprattutto sulle prestazioni della mescola morbida, ovvero la zero. Nelle ultime stagioni abbiamo spostato la media delle gare verso la scelta della morbida, creando una zero per il mercato che è diventata molto utilizzata. Dobbiamo creare performance stabili, tenendo sempre presente la versatilità”.

La scelta della media pare scontata in Australia.

“È la migliore, le gomme soft comporterebbe un notevole aumento dell’usura, dal momento che gli pneumatici lavorano a 140 gradi qua a Phillip Island. La media offre un grip notevole, lo scorso anno siamo riusciti a migliorare di 12” il tempo in gara rispetto al 2015. Adesso siamo già a livelli della qualifica.”

Venerdì', nel suo long run, Rea ha impressionato. Lui stesso ha sottolineato che le gomme Pirelli sono incredibili. Cosa dobbiamo aspettarci in qualifica

“Secondo me sabato si riuscirà a girare in 1’29”. Con la gomma da gara Rea ha fatto 1’30”8”.

La SBK è la piattaforma ideale di sviluppo?

“Moltissimo, per noi è quella ideale, perché hai sette Case tra SuperSport e Superbike che ti permettono di raccogliere numerosi dati.  A settembre e ottobre, grazie all’esperienza raccolta sul campo, possiamo rinfrescare la gamma presente sul mercato”.

Qual è la sfida di quest’anno?

“Per il 2017 ci aspettiamo una gomma qualifica in grado di compiere un maggior numero di giri, senza allontanarci dalla prestazione. Adesso la maggior parte dei piloti hanno un solo giro per esibirsi al meglio, la nostra idea è invece quella di fornire uno pneumatico più duraturo, in modo da migliorare lo spettacolo dal punto di vista televisivo, senza dover per forza attendere gli ultimi minuti”.

Siete in F1 e SBK, al Motomondiale ce lo fate un pensiero?

“La MotoGP è un bel progetto legato ai prototipi, utile a dare una bella immagine a un azienda. La nostra credo sia già forte a livello di marchio, grazie alla F1. Non abbiamo quindi la necessità di rinforzare il marchio, però il nostro prodotto. La SBK è la piattaforma ideale.”

Con questa dichiarazione chiudete definitivamente la porta?

“Non si può mai dire mai in assoluto, però c’è troppa distanza tra prototipi e derivate di serie. Al momento siamo ancora lontani dalla esigenze di mercato e dobbiamo concentrarci sue quelle attuali”.     

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