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SBK, Hayden: credo in me e nel team, voglio il titolo

Nicky all'assalto della SBK: "quest'anno sarà più dura ma non vedo l'ora di cominciare". Su Stoner: "non mi sorprende quando va veloce"

SBK: Hayden: credo in me e nel team, voglio il titolo

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Un anno di esperienza in più sulle spalle, una nuova moto che promette faville e uno sponsor importante a colorarla. A Nicky Hayden non manca nulla per raggiungere il suo obiettivo: essere il primo pilota a vincere i Mondiali MotoGP e SBK. Per riuscirci ha puntato sulla Honda, la Casa con cui ha vinto la prima corona, e sulla nuova CBR1000.

 Nicky, partiamo dalla nuova moto: quali sono le prime impressioni?
È molto simile alla vecchia per quanto riguarda l’ergonomia, la più grande differenza è nel motore con più coppia in uscita di curva. Per essere onesti, il team non ha avuto molto tempo per metterla a posto perché l’abbiamo ricevuta solo due settimane prima dei test. Praticamente è stato uno shake down, la cosa positiva è che non abbiamo avuto problemi e possiamo incominciare a lavorarci su”.

Quanto tempo ci vorrà prima di raggiungere la migliore concorrenza?
Non voglio dirlo, a Phillip Island avremo il nuovo motore ma fra Australia e Tailandia non si potrà fare nulla sulle moto, spero che arriverà qualcosa di nuovo ad Aragon. Il team mi ha fatto vedere il programma, ma per il momento non è ancora tutto chiaro”.

Qual è il tuo obiettivo alla tua seconda stagione?
Il motivo per cui sono venuto in SBK è quello di vincere, portare a casa anche questo titolo dopo quello MotoGP. Questa è la mia motivazione e l'obiettivo per cui lavoro. Però aspettiamo i test in Australia per capire a che punto siamo, il team ha già fatto dei miglioramenti ma dopo Portimao ci mancavano un paio di secondi e non era una bella situazione. Credo in me stesso, so di avere una grande squadra alle spalle e vedremo cosa riusciremo a fare”.

Dovrai vedertela con le ‘solite’ Kawasaki e Davies, ma anche con Laverty e Melandri…
Non c’è dubbio che il campionato sarà più duro quest’anno ma non vedo l’ora di cominciare. È un campionato del mondo quindi ci sono i migliori piloti e tante Case competitive, spero di potere vedere dei nuovi vincitori perché l’anno scorso sono sempre stati gli stessi a riuscirci e non è bello per i tifosi. Meglio avere delle facce nuove lì davanti e delle belle gare”.

Cosa pensi della regola sull’inversione parziale dello schieramento per Gara 2?
Da pilota non mi piace molto, ma dall’altra parte posso capire perché sia stato fatto, per lo spettacolo. Bisogna aspettare e vedere come funzionerà, a volte hai un’idea e poi la cambi”.

Quali sono le maggiori differenze tra MotoGP e SBK ora che la conosci meglio?
Il budget dei team è diverso, come il costo delle moto, in SBK bisogna fare attenzione ai costi. La cosa che mi piace di più è la formula delle due gare, le adoro. Avere una sola moto nei box è un grande cambiamento perché devi affrontare le sessioni di prove in modo differente. Per quanto riguarda la moto, si possono fare meno modifiche, per esempio ai rapporti del cambio, e questo ti porta a dovere gestire un compromesso. In generale, mi mancano alcune cose che ci sono in MotoGP ma ne ho trovate altre che mi piacciono.

A proposito di MotoGP, hai seguito i test di Sepang?
Naturalmente, non sono stato davanti al computer dalla mattina alla sera ma li ho seguiti. L’anno scorso è stato incredibile con 9 diversi vincitori, non penso che riaccadrà ma sarà una stagione eccitante come sempre. Forse di più con Jorge andato in Ducati, Maverick in Yamaha e altri cambiamenti, poi c’è Valentino, lui è la storia ed è ancora davanti. Non voglio però fare dei pronostici, non sono uno scommettitore”.

E cosa dici delle prestazioni di Stoner?
Non posso dire che Casey mi abbia sorpreso, sono stato suo compagno di squadra e so quanto sia veloce, specialmente a Sepang. Ci sono molte cose che possono sorprendermi, ma non vedere Casey che va veloce (ride)”.

Mancano invece nuove leve dall’America, vedi qualche giovane promettente?
Non voglio fare nomi per non dimenticare qualcuno come ho fatto in passato. MotoAmerica si sta migliorando e il livello di competitività aumentando. C’è qualche giovane pilota, pochi in verità, che stanno incominciando a farsi vedere”.

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