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SBK, Melandri: "Chaz Davies mi insegnerà a frenare forte"

Il ravennate è convinto: "nelle ultime gare Davies ha guidato in modo impeccabile, era difficile per chiunque poterlo battere"

Melandri: "Chaz Davies mi insegnerà a frenare forte"

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Soprattutto dopo aver firmato con Ducati, con in mano la certezza di far parte dei giochi nel 2017, Marco Melandri ha seguito con estremo interesse il finale di stagione che la SBK 2016 ci ha fatto vivere, con la conferma di Johnny Rea per la seconda volta consecutiva, nonostante il dominio assoluto di Chaz Davies e della sua evolutissima Panigale R.

Il pilota di Ravenna calca i circuiti di tutto il mondo da tanti anni ed il suo punto di vista sulle ultime gare è interessante: “è stato un finale di campionato abbastanza falsato da ciò che ha fatto Rea, ovvero, il suo correre da ragioniere, specialmente nelle ultime tre o quattro gare, non ci ha fatto vedere quali fossero i reali valori in campo; del resto, per Johnny era importante conquistare il secondo titolo stando alla larga dai guai e solo nella ripartenza della seconda manche in Qatar ha guidato al 100% delle sue capacità”.

Pensi che, comunque, Davies sarebbe riuscito a vincere?

Con certezza non posso saperlo; però, ho osservato bene Chaz e posso dire che lui era all’apice della sua forma. Davies, negli ultimi round, ha guidato la sua moto in maniera… impeccabile! Penso che sarebbe stato difficile per chiunque batterlo, davvero”.

Osservando la Panigale R hai notato qualche miglioramento nel suo comportamento dinamico?

Devo ammettere che le prime gare della stagione le ho guardate in maniera, come dire, più ‘superficiale’. Da metà stagione sino alla fine ho guardato le corse con molta più attenzione perché volevo capire le caratteristiche dei piloti, dei loro stili di guida e delle moto in pista. Per quanto riguarda Davies, ho notato che è riuscito ad andare molto forte anche in tracciati teoricamente ostici, come quello di Jerez, dove serve guidare con grande velocità di percorrenza nei curvoni; per il suo stile di guida, Chaz, ha trovato qualcosa che lo ha reso più fluido e scorrevole, ma non saprei esattamente dove sia questa soluzione”.

Cosa ne pensi delle Kawasaki? Le loro prestazioni erano plafonate o hanno solo effettuato una strategia conservativa?

Viste le condizioni meteo, spesso instabili, credo che Rea e Sykes abbiano corso solo per vincere il campionato; per loro, soprattutto per Rea, era importante non commettere errori, ecco perché il valore delle Kawasaki non si è visto. Ma, ripeto, un Davies così era veramente difficile da eguagliare, anche per il duo Kawasaki”.

Quale sarà il tuo prossimo test in preparazione 2017?

Il mio primo test in mezzo agli altri piloti sarà nei giorni 16 e 17 di novembre ad Aragon, in Spagna. Sono molto curioso di capire se le sensazioni che ho avuto nei primi assaggi di Misano e Valencia saranno le stesse o no. Dovrò anche capire se le mie difficoltà saranno effettivamente nelle aree in cui penso che siano”.

Quali sono le aree in cui dovrai lavorare di più?

Io penso che la frenata sia adesso il mio limite. Quello, prima, era il mio punto forte ma, se confronto come freno io a come stacca Davies, so che devo migliorare un po'. Del resto, Chaz è anche molto alto... una cosa su cui lavorerò è l’equilibrio generale della moto che mi consenta un passo buono, senza essere costretto a forzare guidando impiccato. Il ritmo gara veloce e costante lo cercherò a gennaio”.

I grandi risultati di Davies ti preoccupano o ti galvanizzano?

Secondo me è sempre meglio essere di fianco ad un compagno che viaggia forte, per due ragioni: in primis, si ha la conferma che la moto che stai guidando ti offre la possibilità di vincere e questo fa solo piacere ad un pilota. In secondo luogo, un compagno di squadra veloce, per me rappresenta uno stimolo a fare molto bene, tra l’altro, se ci pensi, io non avrò niente da perdere: fino a poco tempo fa ero a casa a guardare le gare di fronte alla tv. Ora sono tornato ad essere un pilota, per me sarà solo un atteggiamento positivo provare a fare bene e tutto sarà vissuto come un guadagno”.

A proposito: ti è piaciuto il gesto di Rea a favor di Sykes nell’ultima gara? Secondo te i due erano d’accordo o Rea ha fatto passare Sykes per “investire” sul prossimo anno?

Non so dire se Rea o Sykes fossero d’accordo o meno; io ho vissuto questa situazione in vari modi: ho perso un Mondiale 125 nel 1999 a favore di Alzamora perché il suo compagno di squadra, Nieto, si fermò sulla linea del traguardo ed io mi ritrovai secondo in campionato.

Anche quando aiutai Guintoli nel 2014 non mandai giù bene la cosa; il tutto dipende dal percorso attraverso il quale si arrivi all’episodio decisivo: questo determina il modo in cui accetti di buon grado l’aiuto al compagno o non lo accetti per niente. Per me, da pilota, le gare devono essere corse per tentare di vincere e la classifica piloti deve essere contesa tra i diretti interessati, privi di ordini dai box. Ma capisco che le gare non sono solo sport e divertimento ma anche business”.

Oltre a Kawasaki e Ducati, quale sarà il terzo incomodo nel 2017?

Il prossimo Mondiale SBK sarà molto interessante perché avrà al via tante novità, tra cui la nuova Honda nelle mani di Bradl, la Yamaha sta crescendo e lo ha già fatto vedere nelle ultime gare… inoltre tornerà Eugene Laverty con la Aprilia: io lo conosco bene e so che non torna in SBK per giocare, sicuramente, Eugene ha ricevuto garanzie da Noale e proverà a vincere. Avere più case costruttrici che si contendono il successo fa bene all’ambiente”.

Le due gare divise tra sabato e domenica come le valuti?

Io corsi le due gare divise solo a Laguna Seca nel 2013, quindi, penso che tutto dipenderà dalle condizioni meteo ed altri fattori imprevedibili, come è successo quest’anno. Nel vecchio format dalla doppia manche di domenica, i piloti meglio preparati dal punto di vista atletico e fisico riuscivano a far la differenza, ed io mi sono sempre allenato molto per reggere il doppio sforzo fisico e mentale delle due gare ravvicinate”.

A proposito: la Panigale è una moto più “fisica” rispetto alle altre che hai guidato?

Quando ti trovi bene con la moto, la fatica è minima; quando, invece, hai meno confidenza nel mezzo che guidi, iniziano le difficoltà e devi lottare con il tuo mezzo. È un insieme di cose. Ma, a questo livello, tutte le moto sono impegnative dal punto di vista fisico: hanno tanti cavalli, il peso si fa sentire abbastanza… insomma, tutte sono faticose. Ho provato le gomme Pirelli dopo un tot di tempo e mi piace il loro carattere: quando sono nuove, le loro caratteristiche ti aiutano a coprire eventuali lacune che riscontri nella moto; quando si consumano, il tutto diventa molto più impegnativo. Questa comportamento è lo stesso che lasciai io due anni fa, perciò, le gomme non saranno una novità per me”.

 

 

 

 

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