MotoGP, Dovizioso: entrare in Top 10 non sarà facile

Petrucci: "ho la 'mano pesante' e consumo troppo le gomme". Pirro: "dalla divano alla Desmosedici... oggi ho solo imparato la pista"

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Siamo solo a venerdì, le prove libere non sono legge ma - non è la prima volta che capita - davanti a tutti c’è la Ducati più vecchia, quella di Barbera. Che la GP14 sappia farsi valere sul giro secco non è una novità, ma le più recenti GP15 e GP16 dovrebbero riuscire comunque a spuntarla. Invece Hector è 8°, Petrucci 9° e Dovizioso ai margini della top ten.

Questa è stata una giornata molto particolare - sottolinea Andrea - Nel pomeriggio c’era molto meno grip rispetto alla mattina: è una caratteristica di Aragon ma oggi è stata amplificata. Ha condizionato il nostro lavoro, bisogna semplicemente adattarsi alla situazione, sia dal punto di vista del setup della moto che del mio stile di guida”.

La Desmosedici, in queste condizioni, non brilla.

Quest’anno le scarse condizioni di aderenza non ci hanno mai aiutato, soffriamo più degli altri - ricorda - Dobbiamo continuare a lavorare, oggi la moto praticamente era sempre di traverso, sia in frenata che in accelerazione. Di solito il punto forte delle Michelin è il grip al posteriore, non averlo rende tutto più problematico”.

Perfino entrare nella Top Ten, il risultato necessario per entrare direttamente in Q2.

Non sarà per nulla facile - conferma - Praticamente le gomme permettono di fare solo un giro veloce e basta un errore per trovarti dietro, la classifica è molto corta”.

Danilo PetrucciAnche Petrucci non è particolarmente tranquillo e anche per lui il problema sono le gomme. Non tanto per le prestazioni sul giro veloce, ma per la loro durata.

Sono contento perché sono tornato vicino ai migliori - dice il pilota del team Pramac - Questa pista mi piace molto, sono sempre stato veloce e la moto va bene”.

Però non basta.

Soffro troppo il degrado della gomma posteriore, è troppo grande - avverte - E’ colpa anche del mio stile di guida, ho ‘la mano pesante’ e sfrutto troppo lo pneumatico per fare curvare la moto. In questo modo peggioro la situazione”.

Almeno questa volta i primi sono vicini.

E’ normale fare più fatica in un team satellite a fine stagione, perché non riceviamo gli aggiornamenti come gli ufficiali - spiega - Oggi la posizione è buona ma il distacco è maggiore rispetto alle prime gare”.

Chi invece può ritenersi soddisfatto su tutta la linea è Michele Pirro. Ancora una volta il tester pugliese si è rivelato un jolly prezioso per la Ducati.

Ieri pomeriggio ero davanti alla tv a guardare la conferenza stampa e ieri sera sull’aereo per Barcellona - racconta - Questa mattina sono arrivato in circuito, ma non pensavo di correre. Credevo che Iannone ce l’avrebbe fatta, mi dispiace che sia andata diversamente”.

Pirro comunque non si è tirato indietro di fronte alla nuova sfida.

Non giravo su questa pista da cinque anni e non avevo mai guidato una MotoGP - sottolinea - La moto è rimasta la stessa dal primo all’ultimo giro, dovevo prima trovare i riferimenti e infatti ho abbassato i miei crono di sei secondi. Ho cercato di girare da solo, poi all’ultima uscita, quando i miei tempi era decenti ho trovato Dovizioso, Pedrosa e Vinales e mi sono stati utili”.

Le previsioni della gara possono aspettare.

Oggi sarebbe stato inutile lavorare sulla moto, dopo gli ultimi due turni di libere potrò valutare meglio il mio potenziale”, conclude.

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