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MotoGP, Iannone: mi hanno tolto il GP più importante

"E' stato come trovarsi di fronta a un muro, il medico del circuito non si è neppure confrontato con me. Non capisco la decisione"

Iannone: mi hanno tolto il GP più importante

Mi hanno tolto uno dei Gran Premi più importanti della stagione, l’ultimo con la Ducati in Italia”. Andrea Iannone si toglie dalla scarpa qualche sassolino, dopo la decisione del medico del circuito Erardo Berardi di non dichiararlo idoneo alla gara.

Già ieri c’era stata una grande confusione: prima era stato dichiarato ‘unfit’, cioè non in condizioni di guidare, poi ‘fit to be reviewed’, che significa che la decisione era stata posticipata a questa mattina. Quando però Andrea si è presentato per gli esami “ho trovato davanti da me un muro, avevano già deciso”.

Per regolamento, è il medico del circuito a decidere se un pilota può correre o no e il dottor Berardi ha detto di no.

Questa è stata la decisione ma io non la capisco al 100% - afferma Iannone - Mi sembra una situazione molto strana”.

Perché?
Già ieri mi avevano dichiarato ‘unfit’ prima ancora che arrivassi in ospedale a Cesena. Mi sembra una decisione affrettata, forse presa senza avere tutti gli elementi. Infatti poi è stata cambiata”.

Come te lo avevano comunicato?
Io non avevo parlato con nessuno, non si erano confrontati con me. Non ho capito questa incoerenza e questo continuo cambio di opinioni”.

Tutti i medici erano d’accordo sul fatto che non potessi correre?
Il Medical Director della MotoGP Angel Charte è stato incredibile, è stato lui a volere andare a fondo nella questione e ha subito preparato il trasferimento all’ospedale di Cesena. Anche da parte della Clinica Mobile c’è stata grande disponibilità”.

Dall’altra parte invece?
I medici dovrebbero confrontarsi con i piloti, siamo noi quelli che conosciamo le nostre sensazioni. Invece, quando questa mattina mi sono presentato per la visita, avevano già deciso di non farmi correre”.

Sarebbe stato pericoloso…
Lo so, sono io il primo ad avere a cuore la mia salute e non avrei preso decisioni avventate, sono m. Anche il dottor Charte pensava che avrei potuto guidare, ma voleva farmi provare. La cosa più importante per un pilota è tornare in sella il prima possibile, per verificare le proprie sensazioni. Invece mi hanno negato questa possibilità.

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