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Moto3, Bagnaia, Diggia e Migno: Fratelli d'Italia

Bagnaia, Di Giannantonio e Migno si abbracciano stringendo la maglia della nazionale di calcio, poi intonano l’Inno di Mameli

Bagnaia, Diggia e Migno: Fratelli d'Italia

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Bagnaia, Di Giannantonio e Migno si abbracciano stringendo la maglia della nazionale italiana di calcio, poi intonano l’Inno di Mameli. Gli azzurri della Moto3 hanno dominato la partita di Assen, non solo hanno monopolizzato il podio, ma anche le prime 5 posizioni e spostandoci ai primi 10 sono ben in 7.

Meglio di così non poteva andare, l’Italia dopo avere faticato per anni nel ricambio generazionale, ha finalmente trovato un gruppo di giovani talenti. Una scuola, come si dice in questi casi, che ha dato lezioni sull’asfalto olandese.

BAGNAIA: NELLE ULTIME CURVE HO FATTO L’IMPOSSIBILE - Francesco Bagnaia è incredulo: per lui è la prima vittoria nel Mondiale e anche la prima per la Mahindra.

Sapevo di essere veloce ma non di arrivare primo, nelle ultime due curve ho provato a fare l’impossibile e ci sono riuscito - racconta Pecco - E’ stata una gara difficilissima, appena lasciavi uno spazio qualcuno si infilava. Nell’ultimo settore perdevo terreno per il tutto il fine settimana, ma in gara è andata meglio”.

Il capolavoro è stato all’ultima curva.

Non credevo neanch’io di essere arrivato primo, ho dovuto guardare il monitor - ride - Ce l’ho fatta per solo 18 millesimi e vincere così, in volata, è veramente figo. Poi ci sono 7 italiani nei primi 10, è incredibile”.

In pochi avrebbero scommesso sulla Mahindra.

Stiamo facendo un gran lavoro con la squadra, per andare forte con questa moto devi dare sempre il 110%, ma era da qualche gara che potevamo fare un bel risultato”.

I primi podi, Francesco, li aveva festeggiati con un tatuaggio…

Ora basta, o mi riempio! Magari penserò a qualcosa di più piccolo”, scherza.

DIGGIA: LA GARA PIU’ DIFFICILE DELLA MIA VITA - E’ il secondo posto in questa stagione per Fabio Di Giannantonio, dopo quello del Mugello. Il pilota di Gresini sta correndo una bellissima stagione di debutto nel Mondiale.

Negli ultimi due giri non so neanch’io dove sono passato - racconta la sua gara - All’inizio ho spinto, ma è stata la gara più difficile della mia vita. Dopo avere commesso un errore non riuscivo a recuperare, guadagnavo una posizione e ne perdevo cinque. Allora mi sono calmato e sono riuscito a portarmi avanti”.

La strategia giusta.

“All’ultimo giro si spegne sempre la luce - scherza - Alla vittoria ci pensavo, quando sono arrivato all’ultima curva un po’ meno e vicino al traguardo di più”.

Il lavoro a casa con il suo capotecnico Cecchini sta funzionando.

All’inizio avevo preso il Mondiale alla leggera - ammette - Invece devi rimanere concentrato tutti i giorni, dalla mattina alla sera. Dopo Le Mans ho deciso di trasferirmi vicino a Fabrizio, sono in casa con degli amici. E’ importante avere qualcuno che ti aiuta, vado in palestra e in moto e ho anche un nuovo preparatore”.

Andrea MignoMIGNO: HO VISTO LA VITTORIA FINO A 5 METRI PRIMA DEL TRAGUARDO - A proposito di prime volte, è il debutto sul podio per Andrea Migno. Il pilota della VR46 ha faticato a mostrare il suo talento, ma ora il vento è cambiato.

Fino a 5 metri prima del traguardo vedevo la vittoria - dice - Ho preso dei rischi ma sono felicissimo, questa settimana mi sentivo forte e la squadra mi ha preparato una moto molto veloce. In questi mesi non ho mai mollato, non ho mai smesso di crederci. Dedico questo podio alla squadra, alla VR46 e alla mia famiglia”.

Andrea accetta la penalizzazione.

Mi sono accorto di passare sul tratto verde, ma ero in scia ad altri piloti e non potevo fare altrimenti, o li avrei tamponati - spiega - Alla fine è giusto così, ci sono delle regole e devono essere rispettate”.

Il podio per lui è un punto di partenza.

Nelle prime tre gare dell’anno avevo faticato ma da Jerez in poi sono andato meglio. Questa è una base su cui costruire il resto della stagione”.

ASCOLTA I TRE PILOTI CANTARE L'INNO DI MAMELI

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