Oltre tremila all'Autodromo per ricordare Fabrizio Pirovano

Un mare di folla ha salutato il Re di Monza, in ricordo dell'ex pilota la proposta di dedicare la curva Biassono

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Aveva chiesto una festa per il suo ultimo saluto, nulla di più. Meccanici, motociclisti, amici e appassionati, oltre tremila, tutti stretti per l’abbraccio in quello che da sempre è il suo tempio, l’Autodromo di Monza.

Alle ore 11 di stamane si è aperta la camera ardente di Fabrizio Pirovano, nel box numero dieci del circuito brianzolo. Una folla commossa ha circondato il feretro bianco del pilota, con al fianco la Yamaha con cui debuttò nel 1988 e la Suzuki, grazie a cui vinse il titolo della Supersport nel 1998.

Non potevano mancare gli avversari del passato come Davide Tardozzi e Virginio Ferrari, ma anche Paolo Casoli, che alle ore 15 ha portato la salma dell’amico su un sidecar bianco, per l’ultimo giro della pista.

Dietro di lui un serpentone di moto che lo hanno voluto omaggiare. Sul palco invece è stato il momento delle testimonianze. Lo ha salutato Max Biaggi, Roberto Locatelli, Pierfrancesco Chili e addirittura Troy Corser, partito domenica dall’Australia per stringersi attorno all’ex compagno.

C’erano anche le figlie Francesca e Michela, con la maglietta celebrativa del Mondiale, che recitava World Champion F. Pirovano. Proprio quest’ultima ha dedicato una lettera al padre scomparso nella notte tra sabato e domenica all’età di 56 anni.

Infine la benedizione dei Frati Francescani di Merate alla salma e l’applauso della gente per il Re che lascia il suo tempio di Monza per l’ultima volta. Proprio a Fabrizio Pirovano verrà considerata la possibilità di dedicare il curvone Biassono dopo la prima variante.    

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