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MotoGP, Dall'Igna: Iannone non ci doveva provare

"Deve iniziare a pensare alla squadra. Facendo la media, la GP16 migliore moto in pista"

Dall'Igna: Iannone non ci doveva provare

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L'ufficio vetrato della Ducati a Termas de Rio Hondo non ha nascosto il confronto, alla fine della giornata, fra Gigi Dall'Igna e Andrea Iannone.

I due hanno parlato a lungo e quando il pilota di Vasto ha lasciato la stanza visibilmente scosso l'ingegnere veneto si è alzato, ha girato attorno alle due sedie dove uno di fronte all'altro si erano confrontati, e si è seduto dietro il suo tavolo da lavoro. Poi ha aperto il computer, come per controllare qualcosa, per poi richiuderlo.

"Cosa posso dire? - sono state le sue prime parole - poteva essere una grande giornata. C'era stata la doppietta di Chaz Davies ad Aragon, in Superbike e la vittoria nella Stock 1000. Un secondo e terzo posto qui avrebbe completato il quadro. Purtroppo è andata diversamente".

La tranquillità di Dall'Igna, evidentemente, è solo apparente. Nel box, immediatamente dopo la duplice caduta la sua voce si è sentita forte. Anche se non è certo la prima volta che due compagni di squadra si autoeliminano. Accadde fra Alex Criville e Mick Doohan in Australia nel 1996 e poi, più recentemente nel 2006, in Portogallo fra Nicky Hayden e Dani Pedrosa. Fratelli coltelli, si dice.

"Non si sono toccati - ha proseguito il Direttore di Ducati Corse - ma Iannone non avrebbe comunque portato a termine quella curva, era troppo veloce. Se non fosse caduto, e avesse rialzato la moto, avrebbe comunque portato fuori Dovi. Semplicemente non ci doveva provare. Capisco che un pilota cerchi in ogni modo di vincere, ma bisogna che inizi a pensare alla squadra. A tutti quelli che, anche a casa, lavorano fino a tardi per loro".

C'è delusione nella voce di Gigi, ma anche consapevolezza del lavoro fatto.
"La cosa positiva è che eravamo in seconda e terza posizione in una gara che, forse, si sarebbe anche potuta vincere. E poi io faccio la media dei risultati delle moto in pista e fra Honda e Yamaha solo la Ducati avrebbe avuto due piloti sul podio".

Ed ora?
"Ora niente, per fortuna la prossima gara, il Gran Premio del Texas, c'è già domenica prossima".
L'anno passato i due Andrea ad Austin fecero secondo e quinto.
Un'altra pista, la terza, dove la Ducati, Marquez permettendo, potrebbe correre per vincere.

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