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MotoGP, Termas: la pista è un disastro, 1° Dovizioso

Marquez insegue col secondo tempo, 6° Rossi, addirittura 12° Lorenzo

Termas: la pista è un disastro, 1° Dovizioso

C’è il sole a illuminare il circuito di Rio Hondo. È forse questa l’unica nota positiva del primo turno di libere che ha visto la classe regina scendere in pista. La polvere infatti è ancora presente sul tracciato argentino, tanto che i piloti lamentano poco grip. C’è chi è terminato a terra, come nel caso di Pol Espargarò, protagonista di uno sfortunato scivolone, chi invece, come Valentino Rossi, ha preferito aspettare gli ultimi 30 minuti prima di salire in sella alla M1.

A mettere tutti d’accordo nonostante le insidie è stato Andrea Dovizioso. Protagonista col secondo posto in Qatar, il pilota Ducati è subito partito con il piede giusto, portando la GP16 davanti al gruppo grazie al crono di 1’43”684. Un tempo molto lontano rispetto al record della pista siglato da Marquez (1’37”683), addirittura sei secondi più lento, a conferma dello scarso grip con l’asfalto. Il forlivese ha trovato il guizzo nel finale, migliorando l’ultimo settore, dove sembrava accusare maggiore difficoltà, precedendo nuovamente Marc Marquez, proprio come a Losail.

Un testa a testa ravvicinato quello tra Dovizioso e l’alfiere Honda, il quale ha accusato soli 94 millesimi di distacco. Lo spagnolo si candida quindi come primo degli inseguitore alla vetta, con un sorprendente Yonny Hernandez a braccarlo da vicino (+0.343). Rincorre invece in quarta posizione Maverick Vinales (+0.429), che in Argentina sogna di rimediare al sesto posto conquistato a Losail. Se l’alfiere Suzuki non vuole sbagliare l’esame di riparazione, lo stesso discorso vale per Aleix Espargarò, il quale ha mandato segnali di riscossa, separato di soli quindici millesimi dal connazionale.

Valentino Rossi (+0.497) ha preferito invece non rischiare, entrando in pista tra gli ultimi. Al termine della FP1 è comunque lui la migliore delle Yamaha, sesto staccato di mezzo secondo dalla vetta. Avvio in sordina per Jorge Lorenzo (+1.058), addirittura dodicesimo con oltre un secondo da colmare dalla leadership. Negli scarichi di Valentino si inserisce quindi Daniel Pedrosa (+0.547), assente qua lo scorso anno, seguito da Miller, Smith e Redding. Più staccate, in 15^ e 16^ posizione le Aprilia di Bradl e Bautista, impegnate a provare e nuovo scarichi e gestioni dei controlli elettronici del motore.  

Tra coloro che hanno preferito evitare rischi anche Andrea Iannone (+2.108), reduce dallo scivolone del Qatar. L’abruzzese ha concluso la mattinata nelle retrovie, accontentandosi del diciottesimo tempo, a oltre due secondi dal compagno. A chiudere il gruppo Rabat e Crutchlow. 

 

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