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SBK, Marinelli: In Spagna una Ducati più competitiva

Il direttore del progetto SBK: "La vittoria è vicina, Aragon una pista favorevole alla nostra moto"

Marinelli: In Spagna una Ducati più competitiva

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Ancora un weekend di riposo prima di volare in Spagna e dare il via agli appuntamenti europei. Dopo Phillip Island e Buri Ram toccherà al circuito di Aragon ospitare il terzo round del Mondiale Superbike. Se da una parta Kawasaki sta recitando la parte di protagonista, dall’altra Ducati vuole raggiungere il gradino più alto del podio. In Thailandia è mancato di poco, in Australia sono stati i millesimi a fare la differenza. Aragon potrebbe quindi essere l’appuntamento della svolta come analizza Ernesto Marinelli, direttore del progetto tecnico.

A Chang vi è bastata una notte per mischiare le carte in tavola. È questa la strada su cui proseguire?

In Thailandia eravamo consapevoli di affrontare un weekend sicuramente non facile, in particolare per i lunghi rettilinei del tracciato. Nonostante il problema al pneumatico posteriore in Gara 1, abbiamo ottenuto il podio con Chaz, confermando quelle che sono le prestazioni della nostra moto. Ci dispiace per Davide che è stato sfortunato ad accusare un problema dopo la caduta del sabato”.

Siete comunque riusciti a conquistare un altro podio. Quanto vi manca adesso per arrivare alla vittoria?

Non credo molto, il successo è senza dubbio il nostro obiettivo, consapevoli che bisogna confrontarsi con altri rivali che sognano lo stesso traguardo. L’importante è proseguire il lavoro di sviluppo come stiamo facendo”.

Adesso iniziano le tappe europee. Potrebbe essere Aragon la pista giusta?

Di certo in Europa ci saranno meno variabili a incidere. In Thailandia il forte caldo e lo scarso grip sono stati aspetti non da poco, mentre Phillip Island è un tracciato diverso da quelli tradizionali. Aragon è una pista che si adatta di più alle nostre caratteristiche, dove credo vedremo una Ducati ancora più competitiva rispetto a queste prime due uscite”.

Quanto è cambiata la Rossa in confronto al 2015?

“Penso che lo sviluppo sia in linea con la scorsa stagione. Ci siamo concentrati sull’aerodinamica ma anche sul motore, cercando di compiere passi avanti, senza scordarci la frenata. Possiamo fare affidamento su due piloti competitivi come Chaz e Davide, i quali hanno dimostrato di volere ottenere grandi traguardi fin dalla prima gara”.

Oltre a Kawasaki c’è anche Honda: van der Mark ha fatto capire di volere stare con i primi nel 2016.

Non è una novità. Sappiamo bene che Michael è un giovane con grandi margini di crescita, tanto da essere riuscito a ottenere la pole con Honda e in seguito un podio. Non sottovaluto nemmeno Hayden, che tutti conosciamo”.

 

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