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Moto3, Bulega-Fenati: rotto l'idillio della VR46 Academy

Non c'è pace per Valentino Rossi. Ora deve anche sedare una lite all'interno del Ranch

Bulega-Fenati: rotto l'idillio della VR46 Academy

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Risultato della gara a parte, il colpo di scena più importante della Moto3 c'è stato dopo la bandiera a scacchi, quando Romano Fenati ha puntato il dito contro il compagno, Nicolò Bulega, reo di avergli voltato le spalle. Un’uscita, quella dell’ascolano, che in pochi sono riusciti a capire. Una cosa è comunque certa: in quello che è l’ultimo anno nella minima cilindrata, la pressione attorno a Fenati è senza dubbio aumentata, tanto che il Vice Presidente Sky, Jacques Raynaud, già alla presentazione del team disse: “Adesso è giunto il momento di vincere”.

Tornando al post gara di ieri, ci si chiede allora cosa avrebbe dovuto fare “Buleghino”, per ricambiare gli aiuti ricevuti durante l’inverno dall’ascolano. Lasciargli strada aperta? No di certo. Sarà anche l’ultimo arrivato, ma il numero 8 vincitore del CEV ha fatto capire che in questa Moto3 non vorrà recitare la parte di spettatore o di bella statuina del presepe.

Messo con le spalle al muro, non si è fatto intimidire, rispondendo come fece il suo Maestro anni fa con Biaggi: “Si vede che a Romano gli tirava il culo prendere paga”. Non ha utilizzato troppi giri di parole Nicolò, facendo trapelare da quel messaggio rispetto nei suoi confronti. Lo stesso che cita il padre,  Davide Bulega, sul profilo social di Facebook: “Scie o no, piste conosciute o no, invidie, nonnismo, bullismo, tutte balle. Ha 16 anni e non ha mai sbagliato un colpo. Io il Mondiale l'ho fatto e quando mi trovavo in pista con Capirossi, Rossi, Harada, Waldman, Aoki, Fuchs, Biaggi beh.. Un po' mi cagavo addosso. Nicolo' invece fa la differenza, li cerca quelli forti, cerca quel rispetto che nel paddock hai solo se sei uno di loro.. Se fai un sorpasso figo a uno di quelli veri. Perché è così, esiste una nicchia di piloti fortissimi che sono molto rispettati da tutti nel mondo, poi ci sono gli altri.. ma non interessano gli altri. Lui vuole un posto tra i piloti "massoni del paddock" e credo che ce l'abbia già fatta a farsi rispettare”.

Per fortuna se il buongiorno si vede dalle sera, litigio a parte, possiamo stare certi che in questa stagione gli italiani non deluderanno le attese nella minima cilindrata. L’antipasto del Qatar si è rivelato un indizio abbastanza chiaro, con ben cinque piloti tricolori nelle prime sei posizioni. Meglio di così non si poteva forse iniziare. È quello che avranno pensato gli appassionati, ma soprattutto Niccolò Antonelli.

Un weekend tutt’altro che semplice per l’alfiere Honda, chiamato a confrontarsi con gli avversari e la febbre. Lui però è andato oltre, tanto che nel warm-up della domenica pomeriggio ha lanciato un primo segnale. In Gara ha invece aspettato il momento giusto per poi rompere gli indugi e piegare al fotofinish il sudafricano Binder di soli sette millesimi. Quanto basta per mettere in cassaforte i primi 25 punti della stagione e salire sul gradino più alto del podio.

Su quello più basso c’è invece “Pecco” Bagnaia, il quale ha cercato di tenere testa al rivale, dovendo però accontentarsi del terzo posto. Un sfida avvincente senza colpi bassi, che ha visto i due piloti abbracciarsi al parco chiuso, mandando un segnale di sportività, ma soprattutto amicizia. Per il piemontese il risultato conferma i passi da giganti compiuti nell’ultimo mese, tanto che la seconda Mahindra, affidata a Darryn Binder, ha terminato la gara con oltre 30 secondi di ritardo in 23^ posizione.


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