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Moto3, Bulega: "Rossi e il mio babbo i miei maestri"

L'alfiere del team Sky vuole sorprendere in questa stagione, con un solo obiettivo: arrivare in zona punti

Bulega: "Rossi e il mio babbo i miei maestri"

E’ il più alto dei tre piloti del team SkyVR46 ma anche il più giovane: Niccolò Bulega, 16 anni e figlio d’arte (il papà Davide ha corso nel Motomondiale tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90), si presenta in questa stagione Moto3 2016 con un breve ma interessante curriculum, avendo conquistato il prestigioso campionato CEV Moto3, vera nuova fucina di piloti in erba e campioni del futuro. Capelli lunghi, sguardo da persona adulta e convinzione nei propri mezzi, Niccolò ha dimostrato fino ad oggi anche un grande controllo della moto, capacità che affina e sviluppa ogni settimana al fianco di Valentino Rossi.

Alla presentazione del Team Sky VR46 tenutasi nell’autodromo di Franciacorta Nicolò ha parlato di questa sua nuova ed importante avventura, svelandoci particolari interessanti.

Niccolò, sei il nuovo arrivato nel team Sky VR46, e sembri decisamente agguerrito: come sono le tue impressioni e sensazioni dopo i primi testi svolti in Spagna?

Devo dire che sono molto contento, la squadra è come una famiglia, sono molto fortunato nel far parte di questo gruppo, perché nonostante siamo in tre piloti con differenti caratteristiche tecniche e caratteriali, riceviamo  tutti lo stesso trattamento, la medesima considerazione ed ognuno di noi gode di privilegi da pilota ufficiale vero e proprio, essendo la nostra KTM una moto ufficiale”.

Come hai trascorso l’inverno, che tipo di allenamento hai sostenuto per mantenerti in forma?

Mi sono allenato molto in palestra sulla preparazione fisico-atletica, questo tipo di allenamento lo svolgo insieme a tutti i ragazzi della VR46 Academy e, oltre a lavorare, ci divertiamo da matti. In moto ho mantenuto velocità e riflessi con il flat track nel ranch di Valentino e, ogni tanto, mi diverto con il supermotard su asfalto…il cross? No, mi piace, ma lo ritengo davvero molto pericoloso e farsi male prima che inizi il Mondiale, non è proprio il caso. Anzi, non è il caso mai”.

A proposito di moto, come hai trovato la tua nuova KTM moto3? Hai trovato o avvertito differenze tecniche e nella guida al limite? Quali sono le sue caratteristiche?

No, la moto è la stessa con cui ho conquistato il CEV nel 2015, certo, ci sono piccoli dettagli tecnici evoluti, per esempio, adesso, il punto forte resta la frenata e l’ingresso in curva coi “freni in mano. Io sono piuttosto alto e devo adottare posizione in sella e stile alla piccola Moto3, ma non sono molto pesante così il motore riesce a portarmi fuori dalle curve senza troppi patemi”.

Quali sono i tuoi obbiettivi 2016 e come pensi di iniziare la stagione nella prima gara in Qatar il 20 marzo?

Come inizierà? Non lo so (ride), quello è un circuito per me totalmente nuovo, potrei dire che correrò per accumulare dati ed esperienza, ma in realtà vado lì per entrare in zona punti, ovvero nei primi quindici piloti al traguardo. Chiaramente ho ancora tutto da imparare ma, sono sincero, quando potrò effettuare un sorpasso, non mi tirerò indietro.  Comunque, a parte qualche tracciato in cui ho già corso nel CEV, tutte le altre piste saranno nuove per me, ed ogni gara ci saranno incognite e scoperte allo stesso tempo”.

Valentino vi aiuta nel weekend di gara dispensando consigli e suggerimenti sull’assetto e sulla condotta di gara? Cosa pensi dei tuoi compagni di squadra e quali saranno i favoriti al titolo iridato?

Valentino nei tre giorni di gara è già abbastanza occupato e concentrato sul proprio lavoro e sulla gara che vuole vincere in MotoGP,  sicché ci pensa Pablo Nieto ad indicarmi la strada da percorre, grazie alla sua esperienza. Da quest’anno avremo anche Sergio Gavira che ci “spierà” a bordo pista per individuare punti di forza od eventuali errori.

I miei compagni di squadra sono ragazzi simpatici e veloci, di Fenati apprezzo la sua esperienza e concretezza e di Migno ammiro l’imprevedibiità oltre ad una piccola dose di follia, che non guasta mai quando si deve andare forte”. Per il titolo…mmm, è difficile: in Moto3 la battaglia è dura, le moto si avvicinano tutte nelle prestazioni ed è la capacità del team a determinare la differenza. Vedo molto bene il mio compagno Romano, Niccolò Antonelli su Honda, Brad Binder su Ktm ed Enea Bastianini: lui è fortissimo”. Ma devo essere sincero? Ho tutto da imparare, ma non temo nessuno veramente”.

Tu, come il tuo “capo” Valentino Rossi, sei un “figlio d’arte”, il tuo babbo ha corso nella 250GP in diverse stagioni scontrandosi con gente come Waldmann, Reggiani, Biaggi, Jacque e Harada; quali sono i consigli che ti riserva o gli eventuali rimproveri?

“Il mio babbo mi ha aiutato molto all’inizio della mia carriera, quando ero davvero un bambino. Lui ha sacrificato molto tempo personale, oltre ad aver investito denaro e vissuto sacrifici importanti.

Quando, nell’ultima gara a Valencia ho tagliato il traguardo aggiudicandomi il CEV  lo scorso anno,  è addirittura svenuto nel box da quanto fosse agitato ed emozionato! Penso che lui realmente senta la gara e soffra più di me. In questi anni, comunque il babbo come Graziano con Valentino, si è messo leggermente da parte, seguendomi esclusivamente in piccole mie manie e scaramanzie; sembrerebbero piccoli dettagli, in realtà sono enormi, senza il suo calore e la sua protezione mi sentirei perso, quindi me lo porto appresso in ogni situazione, gara o test.

La prima gara della stagione è alle porte, mi sento ben assistito dalla mia famiglia e da tutto il team, che è come una seconda famiglia…sono nell’orbita VR46 da tre anni e grazie a Valentino Rossi, posso realizzare il mio sogno: voglio regalargli grandi soddisfazioni sin dal primo Gran Premio”.

 

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