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SBK, Australia: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Vince lo spettacolo... e per due volte Rea. Caricasulo brilla in SSP, Savadori bella scoperta in SBK

Australia: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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Chi sabato e domenica si è svegliato all’alba non ha rimpianto le ore di sonno perdute.  La SBK si è rifatta il trucco e ha armi per affascinare. Sorpassi, bagarre e un gruppo di testa nutrito, sono qualità a cui nessun appassionato di moto resiste.

Rea ha vinto due volte – è vero – ma lo spettacolo non è mancato. Vd Mark ha fatto faville con la vetusta Honda, come anche Hayden. I due ducatisti Davies e Giugliano sono stati fra i migliori, la Yamaha sta arrivando. Ce ne è abbastanza per aspettare con ansia il prossimo round in Tailandia.

Anche per la Supersport, con un sorprendete Caricasulo che guida una veloce pattuglia italiana.

IL BELLO – Le gare, combattute con tanti piloti e marche diverse. Phillip Island è stato un ottimo biglietto da visita della stagione e i nuovi innesti (Hayden) stanno già dando il loro contributo al campionato. Se il livello sarà questo, preparate scorte di birre e popcorn per i prossimi round.

IL BRUTTO – Vedere Alex De Angelis nel ruolo di parafulmine per la sfiga. Mancava solo che perdesse le chiavi di casa e il quadro sarebbe stato completo. Per fortuna, domenica la luce è apparsa in fondo al tunnel e il sammarinese si è fiondato nella giusta direzione. L’inizio è stato complicato, speriamo che ora la strada sia in discesa.

IL CATTIVO – Il circuito di Phillip Island, teatro di tanti, troppi infortuni fra test e weekend di gara. Prima Menghi, poi Hook e ancora Fores e Ratzgatlioglu. La pista australiana è una delle più belle al mondo, ma non perdona e in molti se ne sono accorti.

Una tirata di orecchie anche a Pirelli per quello che è successo a Sofuoglu, caduto per colpa di una gomma che perdeva pezzi.

LA DELUSIONE – Tom Sykes non sembrava neanche guidasse la moto gemella di Rea. Oltre alla Superpole e i giri a inizio gara, il resto è noia. Phillip Island sarà pure una pista indigesta per lui, ma chi punto al bersaglio grosso dovrebbe parare i colpi, o almeno saperli incassare.

Jonathan ReaLA CONFERMA  – Jonathan Rea arriva in circuito con la famiglia appresso, come andasse a un pic-nic. Forse avrebbe potuto guidare la sua Kawasaki in infradito e i risultati non ne avrebbero risentito. Quel numero 1 gli piace e in Australia l’ha fatto capire a tutti. Agli altri il compito di fermarlo, se ci riusciranno.

L’ERRORE – E’ stato un peccato veniale e ampiamente giustificabile, ma Chaz Davies ha pur sempre buttato un podio alle ortiche. Ci ha provato in staccata, la sua arma vincente, ma Rea è una corazzata difficile da penetrare. Resta una scivolata, ma nessuno può dirgli di non averci provato.

LA SORPRESA – Non una ma due, ed entrambe italiane. Iniziamo dalla SBK con Lorenzo Savadori, subito nel turno buono della Superpole e poi incredibile nei primi giri della gara del sabato. Il ragazzo ha polso e cervello, meglio tenerlo d’occhio.

Continuiamo con la Supersport, dove Federico Caricasulo è salito sul podio all’esordio. Il ravennate aveva visto l’Australia solo sulla cartina prima di una settimana fa e se l’è giocata con i migliori. Se son rose fioriranno, anzi sono già fiorite.

IL SORPASSO – Anche qua, c’è un ex aequo. Fantastico quello di Davide Giugliano su Nicky Hayden tra la penultima e l’ultima curva, un posto ‘da pelo’, come si dice. Altrettanto bello quello di Caricasulo all’esterno prima del tornantino in discesa. Scegliete voi il preferito.

Randy KrummenacherLA CURIOSITA’ –  In Supersport mai un pilota svizzero aveva vinto e, a dirla tutta, Krummenacher prima di domenica era salito l’ultima volta sul podio quando correva il campionato spagnolo, eoni fa. Buona seconda giovinezza Randy.

IO L’AVEVO DETTO – Il vostro cronista sabato si è lasciato andare a un pronostico sulla Superpole ai microfoni di Mediaset: “Guintoli potrà riservare una bella sorpresa”. Come non detto.

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