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MotoGP, Dall'Igna: Stoner al GP del Qatar? Improbabile

"Non escludo nulla ma non è nei programmi. Fisicamente non è a posto per una gara"

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Al timone del reparto corse da fine 2014, Gigi Dall'Igna affronta il 2016 con la consapevolezza della responsabilità del ruolo che detiene, oltre alla sicurezza del lavoro svolto in un inverno breve ma intenso, foriero di diverse novità, tecniche ed umane.

Gigi, dopo i test effettuati in Malesia ed Australia, quali sono le aree sulla moto che avete individuato in forti e deboli?

"Sicuramente a livello di elettronica siamo messi bene, stiamo fruendo del lavoro fatto l'anno scorso dal team satellite in configurazione Open, in questo siamo messi meglio degli avversari  Abbiamo un seamless più evoluto, ed il motore resta, secondo me, il migliore in MotoGP".

Le nuove  gomme Michelin vi hanno messo in difficoltà?

"Le nuove Michelin hanno messo in crisi tutti i piloti e team, non solo noi. L'anteriore non concede al pilota gli ingressi in curva possibili con le Bridgestone, però il posteriore regala un ottimo grip e garantisce una durata maggiore sulla distanza. Abbiamo dovuto modificare la ciclistica per adattare le gomme alla moto,  In Qatar avremo le gomme definitive, ma saranno i piloti a doversi adattare alle nuove coperture modificando lo stile di guida. Diciamo che, nel complesso, non abbiamo riscontrato grosse problematiche, essendo la moto 2016 una evoluzione della 2015 e non una rivoluzione".

Per quanto riguarda Stoner...i feedback che vi ha fornito sono simili a quelli dei piloti titolari e di Pirro o drasticamente distanti?

"Molti pensano che Stoner possa rappresentare un problema per noi, ma io non la penso così, anzi, credo che Casey ci abbia portato esperienza, grazie ai suoi due titoli mondiali, unita a sensibilità e velocità. Io non starei lì a guardare ciò che ci può essere di negativo in questa nostra scelta. Punterei l'obiettivo sulle cose positive, sia per i tecnici che per i piloti. Stoner ha tantissima esperienza e ci può dare una mano nella messa a punto della moto. Anche tenendo conto che i nostri piloti ufficiali hanno a disposizione solo quattro giorni di test durante la stagione. E poi può aiutarli a trovare qualche malizia che sicuramente un campione del mondo possiede e che può passare a chi invece campione del mondo deve ancora diventarlo. Io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Sono gasato per quello di positivo che Stoner rappresenta per noi".

Non correte il rischio di confondervi con le impressioni di così tanti piloti?

"I suoi feedback al momento non sono paragonabili con quelli di Iannone e Dovizioso, poiché Casey ha utilizzato solo la moto 2015. La 2016 l'hanno guidata Pirro e i due Andrea. Dopo il test in Qatar, quando Stoner proverà anche lui la GP16, vedremo se le opinioni sono coincidenti".

Si parla molto di un eventuale debutto in Qatar di Stoner al posto di Petrucci, se Danilo non dovesse recuperare.

"Per principio non escludo nulla ma lo vedo improbabile. Se fossi in Casey non lo farei. Fisicamente non è a posto per un fine settimana completo. E oggi non è il suo lavoro correre. Sta imparando un mestiere diverso da quello che ha fatto finora. Losail una pista favorevole per lui? Va forte su tante piste, Casey…comunque, perché devo pensare ad una wildcard in Qatar? Siamo concentrati e resteremo concentrati sul mettere a posto la moto".

Lorenzo ha detto di voler chiudere presto la trattativa con la Yamaha. Ciò vi costringerà ad affrettarvi? Avete smentito di aver avuto contatti con lui.

"Contatti…i contatti ci sono con tutti. Non possiamo far finta di non averne preso. Abbiamo però smentito di aver fatto una offerta a 'Giorgio' e lo ha ammesso lui stesso. La volontà di Lorenzo è quella di chiudere la discussione sul contratto il prima possibile. Vedremo se andrà così…".

Tutta questa fretta nel chiudere gli accordi porterà qualche pilota a correre con una moto che non guiderà l'anno successivo. Sarà un problema per la casa…

"Purtroppo o per fortuna questa è una eventualità che ci sarà e forse diventerà una usanza per il futuro…E' evidente che qualora una casa avesse entrambi i piloti in lizza per la vittoria finale si darebbe priorità al pilota che resta, piuttosto che a quello che parte. Sono rischi che devono essere messi in conto, sia dal punto di vista della casa che da quelli del pilota".

Avete una deadline per il vostro mercato piloti?

"Non abbiamo una deadline per la firma. In questo momento siamo focalizzati per dare ai nostri piloti una moto in grado di vincere delle gare e competere con costanza. Questo è il nostro obiettivo di oggi. Tutto il resto arriverà più avanti".

Al di là della livrea, quali sono le novità della GP16?

"La GP16 è una evoluzione rispetto alla moto precedente ed ha un potenziale di crescita. Con lei ci siamo aperti delle possibilità che la GP15 non aveva e cercheremo di sfruttarle. Abbiamo qualche vantaggio sotto il punto di vista motoristico e sotto il punto di vista della ciclistica. Il cambio seamless è nuovo e funziona con tutte le marce, mentre la ciclistica va verso quel che serve alle gomme Michelin. Dal lato motore c'è qualche ulteriore miglioria dal punto di vista prestazione e di guidabilità".

L'anno passato la novità visibile sono stati gli spoiler, oggi integrati anche nella colorazione della carenatura.

"Li abbiamo confermati nel 2015. Non c'è stata una gara in cui non li abbiamo usati. Cambia la configurazione aerodinamica a seconda delle piste, ma sono ormai un nostro segno distintivo per i prossimi anni".

Oltre ad Honda e Yamaha potrà essere della partita anche la Suzuki?

"Sicuramente la Suzuki ha una buona base per fare bene, ed ha anche ottimi piloti. Anche loro saranno della partita. In qualche occasione o sempre, questo lo scopriremo fra pochissimo".

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