Tu sei qui

MotoGP, "Software unico? le gare saranno diverse"

Il Director of Technology Cecchinelli: "non ci sono più le strategie adattive, solo tre mappe"

"Software unico? le gare saranno diverse"

Share


Corrado Cecchinelli ha una qualifica cacofonica se tradotta in italiano, Director of Technology, ma molto importante.Purtroppo sono arrivato tardi e Technical Director era già preso”, scherza l’ingegnere che si occupa di supervisionare la MotoGP dal punto di vista tecnico.

Non c’è interlocutore più qualificato a cui chiedere qualche delucidazione sul software unico, una delle novità del 2016. Quando i piloti lo hanno provato per la prima volta a Valencia, avevano sentenziato: “siamo tornati indietro di anni”.

“E’ vero, anche se non so di quanti - conferma Cecchinelli - I software proprietari era di un livello più alto, ma questo non significa che sviluppare la nuova elettronica sia un’impresa tecnica di livello più basso. E’ come quando si parla di moto da corsa e di produzione, le seconde sono più complicate perché devono andare bene con tutti e in tutte le condizioni, richiedono maggiore impegno”.

Nonostante il passo indietro, i tempi sul giro non sembrano però averne risentito molto.

Quello che manca nel nuovo software sono le strategie adattive, quelle che modificano i controlli con il passare dei giri - rivela - Fino a lo scorso anno, l’elettronica si adeguava ai consumi di benzina e al decadimento delle gomme. Questo non sarà più possibile”.

Questo non significa che i piloti non potranno in qualche modo modificare il comportamento dei controlli elettronici, ma in una maniera meno precisa e dalle opzioni più limitate.

Potranno continuare a cambiare le mappe, perché continuano ad avere la possibilità di scegliere fra tre livelli per ogni strategia. Intendo: il traction control, l’anti-impennamento e il controllo di coppia”.

Logicamente, avere solo tre opzioni non consentirà di coprire tutte le variabili che si incontrano nella distanza di gara.

Abbiamo chiesto ai piloti di compiere un long run in questi test di Phillip Island - dice Cecchinelli - Sarà molto interessante vedere i risultati perché questo software mostrerà una differenza molto più marcata rispetto al passato dal primo all’ultimo giro di una gara.

Quello che non succedeva fino allo scorso anno, quando i piloti riuscivano a girare praticamente negli stessi tempi dalla luce verde alla bandiera a scacchi. L’elettronica potrebbe cambiare assolutamente il volto delle gare.

Aspettiamo delle conferme da questi test - continua - Una simulazione gara è sempre utile, perché può mostrare condizioni e imprevisti che non si verificano nel giro secco”.

Il software non è infatti congelato ma in continua evoluzione in collaborazione con le Case, che continuano a fare le proprie proposte. La versione definitiva con cui si correrà la prima gara in Qatar è stata consegnata pochi giorni fa e sarà utilizzata per la prima volta nei test a Losail.

Poi abbiamo previsto un’evoluzione per il mese di luglio, a metà stagione”, conclude Cecchinelli.

Articoli che potrebbero interessarti