Dakar: il "ritorno" nella produzione di serie?

La voglia di deserto torna sulle nostre strade. Il perchè e dove arriveremo

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Con i Saloni della Moto, si nota sempre che direzione sta prendendo il mercato. Intermot e Eicma 2016 hanno dunque mostrato il presente ed il futuro. Cosa abbiamo notato? Che si registra un gran ritorno delle moto che una volta correvano alle Dakar. Parliamo di quegli anni '80 che tanto ci mancano, vuoi per il benessere economico e sociale, vuoi perchè le moto di quel periodo, ancora oggi, sono ricercate, usate e piacevoli da guardare più di allora. Perchè tornano e dove arriveremo? Cerchiamo di capirlo insieme.

LE PROPOSTE – Andiamo in ordine alfabetico, così nessuno si offende. BMW ha storia da vendere in tema Dakar. La sua proposta è qualcosa di esclusivo, una rivisitazione di una R 80 G/S del 1980. Si chiama nineT Urban G/S, non è specialistica come la vecchia dakariana, non ci si può andare nel deserto, ma è un oggetto di design che fa battere il cuore. Costa tanto, 14.400 euro, ma si sa, la linea nineT è esclusiva. Honda ha già proposto la rivisitazione della vecchia Africa Twin con la CRF1000L, ma ha mostrato anche un concept, la Africa Twin Enduro Sports Concept, versione enduristica e meno stradale. Mettiamoci poi anche la CRF250 Rally, moto per giovanissimi che ha praticamente le stesse linee delle moto che gareggiano nel Mondiale Rally e... alla Dakar. KTM ha ormai da sempre a catalogo la Adventure, oggi proposta come 1290 in diverse versioni (R, S e T). Suzuki ha poi rivisitato le nuove V-Strom, 1000, 650 e 250, tutte con un design di ispirazione DR-Z Big 750/800, vuoi per le grafiche, vuoi per il becco (il primo mai proposto su una moto di serie). Infine, la più “dakariana” di tutte, proposta da Yamaha (il Ténéré...) e che fa tanto sognare. Si chiama T7, un concept (l'unica che forse una Dakar... potrebbe correrla anche così) che ha il motore bicilindrico parallelo da 700 cc, ciclistica specialistica e che rappresenta il futuro di ciò che vedremo da parte della Casa dei Tre Diapason.

PERCHE' – Domanda lecita, risposta ancora più banale. Queste proposte, sono totali! Sono moto adatte a qualsiasi tipo di percorso, da soli, in due, possono essere caricate all'infinito, sono sempre più sicure (vantano Traction Control, ABS, piattaforme inerziali, multimappe, etc...) e diciamolo, sono belle da guardare, sono imponenti, ormai si guidano anche “forte” (hanno cavalli e ciclistiche importanti) e ce n'è per tutte le tasche. Ecco perchè le case investono e propongono queste moto. Possiamo dar loro torto? E' ciò che chiede il mercato.

IL FUTURO – Difficile dire dove arriveremo, ma sicuramente sappiamo che ne vedremo delle belle e di nuove. Saranno sempre più sicure (ormai tutte hanno l'ABS, obbligatorio per legge), avranno luci a LED, strumentazioni TFT, possibilità di collegamento a smartphone e magari, consumeranno sempre meno. Un po' come nel campo della moda, vedremo altri “ritorni”. La prossima dunque, dovrebbe essere Yamaha che con la T7 ha fatto battere il cuore ai possessori di XTZ600/660/750 e non solo. Probabilmente la versione stradale definitiva la vedremo nel 2017. Voi, cosa vorreste nel futuro? Noi abbiamo un desiderio: il ritorno della gare in Africa!

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