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Mototurismo: in Costiera Amalfitana con la BMW R 1200 RT

Alla scoperta di uno dei posti più belli del Mondo. Un “viaggio” enogastronomico e non solo...

Moto - Test: Mototurismo: in Costiera Amalfitana con la BMW R 1200 RT

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I “Tre Tenori” (José Carreras, Plácido Domingo e Luciano Pavarotti) ne descrivevano una parte così: “Vide 'o mare quant’è bello, spira tanto sentimento, Comme tu a chi tiene mente, Ca scetato 'o faje sunnà” e ancora “Vide 'o mare de Surriento, che tesoro tene 'nfunno: chi ha girato tutto 'o munno, nun l'ha visto comm'a ccà”. L'avrete capito, parliamo di Sorrento e ancora di più della Costiera Amalfitana, luogo conosciuto in tutto il Mondo che accoglie ogni anno migliaia e migliaia di turisti da ogni angolo della Terra. Facile capirne il perchè: cultura, mare, vino e cibo buono, accoglienza, panorami senza eguali e chi più ne ha più ne metta. Noi di GPOne.com abbiamo voluto passarci un week-end “coccolati” dalla moto perfetta per questo tipo di viaggi: la BMW R 1200 RT.

IL NOSTRO PERCORSO – Questo angolo di paradiso è facilmente raggiungibile grazie all’autostrada A3, nastro di asfalto che collega Salerno con Napoli (chiaramente anche Reggio Calabria). Da Salerno, Città di San Matteo, bisogna solo costeggiare il porto su Via Croce e seguire le indicazioni per la costiera che ricordiamo essere Patrimonio dell’Umanità secondo l’UNESCO. E' sufficiente una svolta a sinistra e si è nel primo paese, Vietri sul Mare, cittadina etrusco-sannita, per imboccare la SS 163 (se avete tempo non dimenticate di fare shoppng tra i negozi che vendono le splendide ceramiche dipinte a mano e di visitare il Museo Provinciale della Ceramica). Da Vietri inizia la strada panoramica che tutti motociclisti del Mondo ci invidiano; vuoi per le sua vista, per i suoi profumi, per la sua vegetazione, per la sua unicità ma forse soprattutto per i 40 Km dove si sfruttano solo le prime tre marce. Nel nostro viaggio abbiamo percorso circa 750 Km, vista la base di partenza a Roma ma soprattutto perchè non abbiamo potuto fare a meno di fare più e più volte avanti e indietro per rivedere e rigodere di questi meravigliosi posti. La moto si è rivelata il massimo per questo tipo di viaggio e vedremo il perchè. Iniziamo col dire che la trasferta autostradale è “volata”, grazie alla perfetta protezione aerodinamica per pilota e passeggero (a cui dedichiamo questo articolo, visto che era il suo primo vero viaggio in moto! N.d.R.), al Cruise Control e al parabrezza regolabile elettricamente che offrono un comfort ineguagliabile.

CETARA – Proseguendo per la curvosissima SS 163, si raggiunge Cetara. Il piccolissimo e pittoresco borgo marinaro sorge ai piedi del Monte Falerio e si apre a ventaglio sul mare, una vera chicca. Lo stop per il pranzo degustando il famoso "cuòppo" (un cartoccio contenente alici e pesce di paranza infarinato e poi fritto) e i tipici spaghetti con la "colatura d'alici" (il ricavato della fermentazione delle alici messe a marinare negli orci) sono d'obbligo! Alzarsi dal tavolino è dura e l'ESA della moto “settato” su Comfort è una mano santa per non soffrire di reflussi gastrici! Proseguendo verso Nord, abbiamo alla nostra sinistra il mare: prima, seconda, terza, seconda, siamo a cavallo tra maggio e giugno e fa già caldo. Il profumo del Mediterraneo, la salsedine, l'odore dei limoni grandi come meloni, tutto porta ad "andare a passeggiata". E' praticamente impossibile avere un ritmo sostenuto, vuoi per il traffico, vuoi per la quasi totale impossibilità di effettuare sorpassi per il poco spazio. Curve strette, muretti, autobus che devono per forza di cose invadere la corsia opposta per effettuare le svolte... insomma qui si va piano ed è meglio così, poiché ci si gode ogni singolo scorcio, meglio se con la radio o il lettore MP3 acceso di cui la nostra moto è equipaggiata. Un po' di fusion ci accompagna e aiuta a dondolare tra le curve.

MAIORI – Raggiungiamo in tardo pomeriggio la piccola città di origine etrusca, Maiori. Dopo aver lasciato dietro di noi la Torre dei Normanni, un piccolo castello posizionato su poco più di uno scoglio dove i più facoltosi possono godersi una cena sulla terrazza dello stesso, un curvone (il più ampio di tutta la Costiera) ci permette di giungere sul lungomare Giovanni Amendola. Parcheggiamo la moto all'albergo (grazie al navigatore BMW Motorrad Navigator V arriviamo in ogni posto con facilità) e dopo aver posato i bagagli (comodissime e abbastanza capienti le borse laterali), optiamo per una passeggiata in centro, lungo Corso Reginna, dove dopo aver curiosato tra negozi e gente disponibile e cordiale ceniamo a base di pesce. La stanchezza si fa sentire e dopo una mezz'ora di relax fuori alla terrazza, scivoliamo tra le lenzuola per crollare letteralmente in un sonno profondo.

RAVELLO – L'indomani, dopo una lauta colazione, rimontiamo in sella e ci dirigiamo all’interno dei Monti Lattari in direzione di Tramonti (non dimeticatevi di fare uno stop in qualche caseificio per accaparrarsi una delle più buone mozzarelle che si possano mangiare!) Percorriamo la SP2 e all’incrocio con la SP1, imbocchiamo verso la discesa che porta al mare. E' qui che possiamo ammirare una delle viste più belle ed inaspettate. La costa fa bella mostra di sé e arrivare a Ravello, famoso e panoramico centro turistico frequentato da vip e "formato" da ville da sogno è un attimo. Rifugio dei barbari nel V secolo, offre non solo lo splendido Duomo omonimo ma anche spunti musicali da non sottovalutare, visto che ogni anno si tiene il Ravello Festival. Un caffè, due foto della vista e rimontiamo in sella.

DA MINORI AD AMALFI – Scendiamo verso la costa e giunti nuovamente sulla SS 163 giriamo a sinistra andando “contro corrente”. Dobbiamo visitare il simpaticissimo borgo di Minori. Dopo una veloce visita alla Basilica di Santa Trofimena, ci godiamo le mozzarelle impanate e fritte roventi come le teste del boxer. Contiamo decine e decine di moto, con targhe di ogni tipo; la Costiera è multietnica e sapere che i tedeschi, gli austriaci e persino gli inglesi passano da qui, fa solo che piacere. Non manca poi un discreto viavai di Piaggio Ape, i tre ruote che trasportano nei cassoni posteriori i limoni. Riprendiamo in direzione di Amalfi, sfiorando la piccola Atrani, il secondo più piccolo comune d’Italia. Giunti presso Amalfi, cittadina fondata dai Romani (dal IX secolo fu Repubblica Marinara), una delle due cittadine più care della Costiera (la prima è senza dubbio Positano! Al contrario dei paesini visitati fino ad ora nel nostro viaggio) ammiriamo il Duomo in stile arabo-siciliano e dedicato al patrono Sant'Andrea che lascia senza fiato! Un caffè (sarà forse... oro nero visto il costo?!?) nella piazzetta stessa ci fornisce un pizzico di caffeina per riprendere il viaggio con energia. La BMW R 1200 RT è sicuramente più instancabile di noi. L'”incrociatore” tedesco si fa buttare a destra e a sinistra in curva come fosse uno scooter e non si ferma mai, grazie anche ai quasi 500 Km di autonomia con il pieno. Passiamo per Conca dei Marini prima e per Praiano poi. L'erogazione del boxer spinge fuori dalle curve e quando serve i freni rallentano i 274 Kg con il pieno della moto.

POSITANO – Dopo pochi chilometri siamo a Positano. Qualche tornante stretto e dopo aver parcheggiato (a pagamento, fate attenzione ai posti riservati ai residenti, piovono multe salatissime!) troviamo il paese, vera e propria perla del Mediterraneo. Le sue case sono arroccate una sull’altra e qui l’uomo è riuscito a "terrazzare" tutto, formando scalinate che portano fino alla spiaggia. La vista dal piccolo porto turistico è qualcosa di incommensurabile. Fino a quando non la si vede non si può capire. La maggior parte delle case sono collegate tra loro tramite piccoli archi a formare cunicoli stretti e spesso ricoperti dalla vegetazione che interrompe il bianco dei muri. I negozietti offrono di tutto e di più, basta solo strisciare la carta di credito, a patto che questa sia bella “piena”. Lasciato questo unico borgo, ci si distrae facilmente all’imbrunire. Il mare riflette il rosso e l’arancione del sole al tramonto sul mare e la nostra Stella va nascondendosi dietro il Promontorio di Sorrento. Il sole però, illumina ancora l’acqua come mille pastelli su una tela ad olio. Tutto si fa più romantico e le tre isole de Li Galli sulla destra sembrano tre semi di anguria in un universo di un cuore rosso. Se siete con la vostra compagna, fermatevi in una delle piazzole per godervi un romantico bacio...

SORRENTO – Giunti a Sorrento, torniamo alla nostra realtà, "grazie" ad un traffico inaspettato di auto, bus turistici e motorini che sfilano veloci incuranti del rischio che corrono. Attraversiamo il centro storico e scendiamo accompagnati da un pavè che fa battere i denti, al porto turistico. Il sole sta calando sul mare ed il nostro viaggio volge al termine, in mezzo a barche e yacht da favola. Davanti a noi, sua maestà il Vesuvio, con una Napoli che ci chiede di fermarci per una pizza prima di imboccare l’autostrada. Se non avessimo trovato tutto quel traffico... magari. Così, ci consoliamo con due pizze fritte in una rosticceria, alla faccia della dieta! Come si dice, “si campa una volta sola”. La R 1200 RT chiede ancora strada e i consumi registrati in una media di 5,8 litri per 100 Km ci porterebbero a non scendere mai dalla sella (o forse sarà l'equilibrio dinamico del mezzo? Sì, forse quest'ultima teoria è più corretta...). E' tarda serata e in autostrada fa freddo. Nessun problema, manopole e sella (passeggero incluso!) riscaldate ci aiutano e mentre siamo a 130 Km orari ci passano davanti agli occhi gli splendidi scenari visti in meno di 48 ore. A cos'altro pensiamo? Semplice, a come tornare nuovamente lì, magari sempre con Sua Maestà l'RT, per gustarsi nuovamente un buon limoncello e “'a poesia da 'a Costiera Amalfitana”...

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