Iannone a Laguna Seca con la Panigale

Il test lunedì prossimo. A preoccuparlo l'avambraccio: "in gara credevo mi scoppiasse"

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Andrea Iannone anticiperà a domenica la sua partenza per gli Stati Uniti, non andrà subito in Texas ma farà tappa in California. La prima destinazione è il circuito di Laguna Seca dove lunedì girerà con una Ducati 1199 Panigale di serie per prendere confidenza con un tracciato a lui sconosciuto. E' una buona occasione per riuscire a farmi un’idea della pista prima della gara della MotoGP, non ci sono mai stato prima – ci dice – Anche Bradl aveva fatto lo stesso lo scorso anno”. Nel GP californiano corre solo la classe regina e così i debuttanti cercano di sfruttare ogni occasione per avere un primo assaggio del celebre Cavatappi.

Quello che però più preoccupa in questo momento il pilota del team Pramac è l’avambraccio destro. Per tutto il weekend in Qatar il dolore lo ha limitato in maniera significativa: “non mi era mai successo prima, neanche nei test invernali – assicura – In questi giorni sto cercando di fare riposare il muscolo, allenarmi potrebbe essere controproducente, ma ancora mi fa un po’ male. Vediamo cosa succederà in Texas e poi decideremo come intervenire”.

Andrea giudica positivamente il suo debutto, anche se il problema fisico ha influito sui risultati. “La cosa positiva è che sono riuscito a migliorarmi giorno dopo giorno – spiega – Il nono posto non è un risultato che mi possa rendere felice ma è una buona base di partenza. Sono realista, non potevo pensare di partire come ha fatto Marquez, la differenza fra le nostre due moto c'è, ma vederlo lottare lì davanti mi ha dato fiducia. Significa che posso riuscirci anch’io e voglio migliorare nel minor tempo possibilie”.

Proprio la gara è stato il momento più difficile per Iannone. “Dopo quattro giri il dolore all’avambraccio era fortissimo e ho dovuto inventarmi qualcosa per arrivare al traguardo – racconta – In prova non riuscivo a fare più di tre giri di seguito e inoltre per sopperire alla mancanza di forza nel braccio dovevo sopperire con i muscoli della schiena. Anche la mia posizione in sella era innaturale”. La conseguenza è che prima della partenza, il ducatista è dovuto sottoporsi anche delle infiltrazioni alla schiena per alleviare il dolore, oltre alla mesoterapia per il braccio. “Per arrivare alla fine intervallavo due giri non forzando in frenata per fare riposare il muscolo ad altri due dove ero più aggressivo – continua – Non avevo forza e non riuscivo a staccare come ero capace. Mi sembrava che l’avambraccio mi esplodesse e non potevo fare forza sulla leva. Spero di riuscire a risolvere presto questo problema”.

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