Mondiale 2013: il ballo dei debuttanti

Ventitré rookies: Marquez e Cortese promossi da campioni. Tre "nuovi" italiani in Moto3

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Tra una settimana comincerà un'altra stagione del motomondiale in Qatar. Non mancano gli spunti, tra cambi di casacca, (piccole) novità regolamentari e volti nuovi. A proposito di questi ultimi, andiamo a scoprire i debuttanti nelle varie categorie.

MOTOGP, OCCHI PUNTATI SU MARQUEZ – Lo spagnolo campione in carica della Moto2 ha dimostrato nei test pre-stagione di essere già pronto a dare battaglia ai primi della classe. Una vittoria all'esordio significherebbe l'ennesimo record dell'enfant prodige catalano, ed il tempo gioca comunque a suo favore. A 20 anni e 41 giorni, Marquez può affrontare con calma la transizione alla massima categoria, ma c'è da scommettere che non lo farà.

Dalla Moto2 arrivano anche Bradley Smith e Andrea Iannone, rispettivamente sulla Yamaha del team Tech3 e la Ducati di Pramac. Per entrambi si prospetta una stagione più complicata, anche se il pilota di Vasto ha dato segnali incoraggianti a Jerez, dove ha chiuso a meno di un secondo dai primi.

LA CRT FÀ POKER – Quattro volti nuovi tenteranno la fortuna nella categoria introdotta dalla Dorna lo scorso. Lukas Pesek (al rientro nel circus iridato dopo due anni di assenza) sulla Ioda-Suter, Michael Laverty (ex BSB e Supersport) sulla ART semi-artigianale di Paul Bird, Bryan Staring (quarto lo scorso anno nella Superstock) sulla CRT di Gresini. L'unico che già militava nel paddock del motomondiale è Claudio Corti, ex-Moto2, che si è difeso bene a Jerez (16º nella classifica combinata) sulla FTR-Kawasaki del team Forward.

MOTO2, PROMOSSI ILLUSTRI – Il campione in carica della Moto3 Sandro Cortese è passato alla classe intermedia sulla Kalex del team Dynavolt Intact GP. Ad accompagnarlo nel salto dalla classe cadetta sono stati Danny Kent e Louis Rossi, compagni nel team Tech3 ed entrambi vincitori di GP lo scorso anno. La transizione non è stata facile per nessuno. A Jerez l'italo-tedesco ha chiuso con il sedicesimo tempo (+ 1.640) proprio davanti al britannico. Più attardato il francese omonimo di Valentino. Avversari credibili per Espargaró, ammesso che ce ne siano, andranno per ora cercati altrove. Non è un buon segno per il presunto valore propedeutico della Moto3, ma ci sarà tempo per cambiare il verdetto.

Kyle Smith (compagno di Elias) arriva dal CEV, mentre una menzione particolare la meritano i due esordienti indonesiani, Doni Tata Pradita e Rafid Topan Sucipto. A parte la curiosità suscitata dai nomi, i due non hanno impressionato fin qui.

MOTO3, ITALIA ALLA RISCOSSA – Su dieci esordienti in classe cadetta, tre sono italiani. Segno che il Bel Paese sta cominciando a rispondere alla Spagna, ancora padrona della Moto3, dopo qualche anno difficile. Francesco Bagnaia (infortunatosi a Jerez) e Lorenzo Baldassarri (campione della Rookies Cup 2011) provengono dal CEV e correranno rispettivamente per il Team Italia e Gresini. Matteo Ferrari, campione europeo Moto3 in carica, è invece un prodotto del vivaio Honda. A complicare l'esordio dei nostri, tutti su Honda-FTR, c'è l'attuale superiorità tecnica delle KTM.

A fargli compagnia ci sono Livio Loi (il più giovane dei debuttanti a 15 anni), Ana Carrasco (unica rappresentante femminile delle due ruote, compagna di squadra di Viñales), Hyuga Watanabe, Eric Granado, Juan Francisco Guevara, Philipp Oettl, e Florian Alt.

In totale saranno 23 i piloti al debutto "full-time" nelle tre categorie. La sensazione è che in diversi casi il portafoglio sostituisca il pedigree agonistico, cosa che giova solo alle casse dei diretti interessati ma non allo spettacolo né all'immagine. Ma il motociclismo di oggi è (anche) questo.


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