Corti: battere le ART? È possibile

"Siamo solo al 75% con l'elettronica. Tra quattro gare ne sapremo di più"

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Le CRT si preparano ad affrontare un'altra stagione di lotta impari contro le MotoGP "prototipo", ma a Jerez la differenza di prestazioni è apparsa meno marcata che in passato. Ieri De Puniet ha chiuso con il decimo tempo (+ 1.460), e a mezzo secondo dal francese Claudio Corti (13º) ha portato avanti il progetto FTR-Kawasaki del team Forward.

"Siamo un po' indietro perché è piovuto quasi tutti i giorni di questi test invernali – ha detto il comasco – Noi avevamo bisogno di più sole possibile perché stiamo anche sviluppando la centralina Magneti Marelli, il telaio nuovo e i motori Kawasaki. Non abbiamo perso tempo, ma non abbiamo potuto sfruttarlo al meglio. Comunque avevamo una strategia di elettronica per la pioggia e almeno siamo riusciti a provare quella".

Dopo una stagione interrotta anticipo e burrascosamente in Moto2 ed i test di Sepang passati a navigare nelle retrovie, Corti ha finalmente trovato a Jerez segnali incoraggianti.

"Dopo Sepang non ero spaesato ma molto deluso, facevo fatica a guidare la moto e non trovavo il limite delle gomme. Invece qui ho provato un nuovo forcellone e la moto è cambiata dal giorno alla notte. È meno faticosa da guidare e con un aiuto esterno per sistemare la centralina il lavoro si è velocizzato. Dopo aver raccolto i dati il primo giorno la moto ha cominciato a funzionare come dovrebbe".

Unico neo l'elettronica: le nuove centraline, obbligatorie da regolamento a partire dalla prossima stagione, patiscono ancora qualche pecca di gioventù.

"Abbiamo trovato la direzione. Ora dobbiamo cercare di procedere il più velocemente possibile in quel verso e di affinare tutte le piccole cose che però fanno tanta differenza col cronometro, come le sospensioni. I risultati cominciano a vedersi, e mi dà ottimismo il fatto che tutte le sensazioni che ho avuto io siano le stesse di Colin. Lui sta lavorando di più sull'elettronica perché ha più esperienza di me sotto questo aspetto e può dire con maggior chiarezza che cosa serva per questa moto. Io ricevo i dati e mi confronto con lui. Anche la comunicazione all'interno del team è migliorata. Prima non capivamo cosa succedeva, ora sappiamo in che direzione procedere. Siamo al 75%, e gran parte del successo si basa  sull'elettronica. Su telaio e sospensioni non ci si può inventare molto. Dobbiamo arrivare ad un livello decente di gestione della potenza, con l'anti-impennamento siamo ancora abbastanza indietro".

Ce n'è abbastanza per tentare l'assalto alle ART, fin qui assoluto punto di riferimento della categoria.

"Credevo che le ART fossero imprendibili, qui vedo la luce in fondo al tunnel. Dopo quattro gare potremo fare la nostra bella figura. Bisogna vedere il regolamento 2014. Ho già un contratto per l'anno prossimo con questa squadra e so che Cuzari (il presidente, ndr) è in contatto con Case ufficiali come Kawasaki. Poi ci sono le Honda low-cost che mettono l'acquolina in bocca. Dipenderà tutto dal budget e dai risultati di quest'anno. Io sto maturando e mi sono dato una calmata questo inverno. Poi ho trovato in squadra Colin e tutti i buoni propositi sono andati a farsi friggere (l'espressione usata dal comasco, ridendo, era più colorita, ndr)".

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