Preziosi: l'addio anticipato da una lettera

Pernat: "il matrimonio con Rossi ha fatto due disastri". Dall'Igna: "un grosso dispiacere"

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La notizia dell’addio di Filippo Preziosi alla Ducati, azienda in cui è cresciuto professionalmente fino a portare alla vittoria la ‘sua’ Desmosedici nel mondiale MotoGP, ha colto tutti di sorpresa. L’ingegnere umbro era entrato a Borgo Panigale subito dopo essersi laureato nel 1994 e a fine anno era già responsabile dell’ufficio tecnico corse. Nel 1999 diventò responsabile dell’ufficio tecnico di Ducati Motor e due anno più tardi direttore tecnico sviluppo di Ducati Corse. Dal 2000 ricoprì lo stesso ruolo sia per quanto riguarda la MotoGP che la SBK e dal 2005 fino alla fine dello scorso anno è stato anche direttore generale di Ducati Corse. Anche dalla sua penna sono nate la 916 con le sue evoluzioni e la 999, oltre la Desmosedici che portò al titolo mondiale nel 2007, rompendo un digiuno che per una moto non giapponese durava da 33 anni.

La sua decisione però in azienda circolava già da qualche giorno. Fonti interne rivelano che Preziosi ha mandato una lettera a tutti i suoi collaboratori più stretti in cui comunicava loro la decisione di lasciare per motivi di salute. Gli stessi che secondo il comunicato ufficiale dell’azienda lo hanno portato all’abbandono. L’ingegnere ha perso l’uso delle gambe nel 2000, a causa di un incidente in moto in Africa, ma questo non l’ha comunque mai prima fermato da essere spesso presente sui campi di gara.

Per me le sue dimissioni sono state come un fulmine a ciel sereno, una cosa completamente inaspettata – ci dice Carlo Pernatè sempre stato un caposaldo di Ducati sia per quanto riguarda il prodotto che le corse. E’ uno dei migliori ingegneri che ci siano in tutta Europa, uno che le moto le sa fare e l’ha dimostrato portando la Desmosedici alla vittoria del mondiale”.

Il manager genovese non è convinto che siano stai motivi di salute a portarlo all’addio. “Mi auguro per lui che non sia quella la causa – dice – ma non capisco le motivazioni che possano portare a privarsi di tutta la sua esperienza”. Non sono stati mesi facili per Preziosi, con l’arrivo di Audi gli era stato tolto il comando del Reparto Corse, nominandolo direttore del reparto Ricerca & Sviluppo. Ruolo che non ha mai ricoperto essendosi preso un periodo di riposo dopo l’annuncio.

Dispiace dirlo, ma il matrimonio fra Rossi e la Ducati ha fatto due disastri – l’opinione di Pernat – se ne sono andati via sia Valentino che Filippo. Da responsabile si è preso la colpa di tutto e non deve essere stato facile per lui a livello psicologico. Evidentemente hanno voluto voltare decisamente pagina e qualcosa di grosso bolle in pentola per il futuro”. Anche togliere le corse a Preziosi era stata una mossa repentina. “Mi ricordo che appena una settimana prima che fosse comunicato ufficialmente, avevo parlato con lui – rivela Pernat – abbiamo discusso dei programmi che riguardavano Iannone e, ora posso dirlo, anche me in prima persona. Chiaro che la decisione di lasciare il Reparto Corse era stata presa non da lui ma da qualcun altro”.

Anche Luigi Dall'Igna, direttore tecnico di Aprilia Racing dimostra la sua vicinanza a Preziosi: "onestamente questa notizia mi ha lasciato l'amaro in bocca - dice - è uno dei migliori tecnici in circolazione ed è stato una persona molto imortante per Ducati. Il dispiacere è grande. Non voglio entrare nel merito delle motivazioni, sono cose personali e non ho motivo per dubitarne. Voglio solo fargli il mio personale e più grande in bocca al lupo".

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