Test Sepang: Rossi non ha più paura

AUDIO "Sono tornato a divertirmi. Battere Jorge e Dani? Ancora presto per dirlo"

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Il primo desiderio si è avverato, i dubbi si sono sciolti come ghiaccio sotto il sole di Sepang. Valentino Rossi non ha dimenticato come si guida e la M1 è ancora la moto che aveva lasciato nel 2010. “Sono molto contento, non potevo aspettarmi meglio” il riassunto della prima giornata a Sepang, chiusa al 4° posto con poco più di quattro decimi da Pedrosa. “E’ ben diverso calcolare lo svantaggio in decimi è non più in secondi” ha ironizzato riferendosi agli ultimi due anni da ducatista.

Sono quarto ma non tanto lontano dai primi tre, ma soprattutto è stato un giorno positivo fin dall’inizio - incomincia il suo racconto - Mi sono trovato subito bene. Poi abbiamo incominciato a fare qualche modifica e sono riuscito subito a migliorare, i tempi sono già abbastanza buoni. Anche la squadra contenta perché si lavora bene sulla moto e quando si fa una modifica si riesce immediatamente a capire se porta benefici o meno”. Valentino ha girato la mattina con la M1 2012, per poi passare alla nuova nel pomeriggio, utilizzando solo pneumatici usati.

Ma il pesarese non sorride solo davanti ai giornalisti, l’ha fatto per 7 ore anche sotto il casco. “Mi sono divertito molto a guidare, è questa la cosa più importante – afferma – Prima si scendere in pista, ero il primo ad avere dei dubbi, non sapevo cosa aspettarmi. Credevo di poter essere piuttosto veloce ma non sapevo quanto. Invece mi sono trovato subito bene, un po’ di merito forse l’ha avuto anche questa pista in cui sono sempre andato bene con la Yamaha. Adesso bisogna stare tranquilli”. Ma sapendo che il vento è cambiato, che le certezze adesso superano le domande. “E’ stato un grande sollievo – ammette - dopo due stagioni come quelle passate avevo molti punti interrogativi. Mi chiedevo: sono ancora un top rider? riesco a ancora a guidare al limite? I distacchi fra me e gli avversari erano enormi”.

Invece sono bastati tre diapason sul serbatoio per far risuonare le note giuste. La ‘sua’ M1 gli ha dato tutte le risposte che chiedeva. “La moto è migliore rispetto al 2010, Yamaha fatto un bel lavoro anche senza di me – scherza – La cilindrata di 1000 cc è un grande vantaggio per il motore 4 cilindri in linea della M1, con l’800 abbiamo sempre patito in potenza ed erogazione. Poi l’anteriore ora trasmette ancora più confidenza, sia in frenata  che in entrata, riesci a guidare come vuoi. Anche l’elettronica ha fatto passi avanti”. Proviamo allora a cercare il pelo nell’uovo. “Dobbiamo concentrarci sull’accelerazione, il punto dove perdiamo rispetto alla Honda – dice il Dottore - L’unica cosa leggermente peggiore rispetto al 2010 è che la moto in accelerazione pompa un po’ di più, ma è un problema che sia Lorenzo che gli ingegneri conoscono già”.

Proprio Jorge è in questo momento il punto di riferimento per Vale, insieme a Pedrosa. “Il livello è alto e non sarà semplice battere Lorenzo e Pedrosa, che sono al loro top. Io sono un po’ più vecchio, devo impegnarmi molto, ma non sono distante e arrivare da due anni come quelli passati mi fa sentire più giovane”. Non è però ancora il momento di fare proclami, anche se “le sensazioni che raccogli  nei primi 10 giri sono molto importanti. E sono stato subito veloce, al contrario di quanto mi è successo la Ducati”. A Sepang si riparte da soli 4 decimi, “che ci stanno tutti – osserva Rossi - Pedrosa e Lorenzo sono sempre sulla stessa moto ed è normale abbiano più confidenza. Ma è troppo presto per dire che con più affiatamento potrò arrivare loro davanti”. E non sono i soli da cui guardarsi, anche Marquez sembra pronto a dare fastidio. “Marc è stato incredibile oggi – commenta il nove volte campione del mondo - me lo aspettavo subito forte, ma non così. Speravo un po’ meno. Va molto veloce, iniziare in questo modo è buono, anche se era già venuto a provare qui. Mi piace il suo atteggiamento, sembra voglia vincere il campionato al primo tentativo”.

Al momento invece non deve preoccuparsi delle Ducati, per cui di miglioramenti non c’è stata nemmeno l’ombra. “Ero curioso di vedere cosa avrebbero fatto – spiega -  Oggi io sono andato meglio, loro come lo scorso anno. Dovranno lavorare, la moto è quella che usavo io e immagino abbia gli stessi problemi”. Consigli non vuole darne, ma appoggia la scelta di riprovare il materiale scartato da lui lo scorso anno invece di portare novità. “Nel reparto corse sono cambiate molte cose e ci sono anche nuovi piloti, riprovare quello che già si ha è un’idea logica prima di fare altri passi”.

Problemi che non riguardano più il Dottore, già con la testa al campionato, deciso di lasciarsi al più presto alle spalle la sfortunata avventura bolognese. Scopriamo almeno qual è il suo primo obiettivo: la cosa più importante non sarà la posizione in classifica alla fine di questi tre giorni – risponde – ma contenere il distacco dai primi”. Parolo che diceva anche lo scorso anno, ma questa volta ragiona in decimi non più in secondi.

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