Iannone: sfida Ducati? A testa bassa

Andrea: "Non ho speranze o paure, voglio solo scendere in pista"

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Un lupo marsicano è stato avvistato al Wroom tra le nevi di Madonna di Campiglio. Si tratta di Andrea Iannone, il rookie guascone della classe regina. Dei tre nuovi piloti passati nelle file dell'esercito Rosso, 'Joe the Maniac' è quello con minore esperienza in sella ad una MotoGP. Questa mancanza di riferimenti può facilmente convertirsi da svantaggio a opportunità nel prosieguo della stagione, ma per ora lo sguardo di Iannone è proiettato sul futuro più immediato, ed il suo atteggiamento è quello dell'apprendista zelante.

"Per me, come per altre persone in Ducati, comincia una nuova avventura – ha esordito – Spero di riuscire a crescere il più in fretta possibile per poi iniziare a divertirmi veramente. Ma la priorità rimane migliorare giorno dopo giorno fin dai prossimi test di Sepang".

Una volta scoperto che la GP13, per ora, assomiglia in quasi ogni particolare alla sorella minore, l'evento di presentazione della squadra si è trasformato in un'occasione per conoscersi e divertirsi in compagnia prima dell'inizio di un lungo e faticoso campionato. Confermando il suo temperamento spensierato, Iannone non ci ha messo molto a gettarsi nella mischia, ingaggiando una battaglia serrata a colpi di palle di neve con gli altri piloti ed il nuovo direttore generale Gobmeier.

"Secondo me Ducati ha fatto un ottimo lavoro, ed in questi giorni è riuscita a incoraggiare ancora di più tutti i piloti. L'atmosfera è stupenda qui, c'è una grande motivazione nell'aria, da parte di tutti. Credo molto in queste persone e vedo il team molto bene. Con Ben non abbiamo parlato di moto, ma mi è sembrato una brava persona e molto tranquillo, sono felice di lavorare con lui".

Certo, speranza e motivazione sono importanti, ma non bastano per ottenere i risultati. L'impressione restituita dalle dichiarazioni del pilota di Vasto è quella di una netta divisione dei ruoli, volta a minimizzare lo spreco di risorse

"Noi piloti non sappiamo quasi nulla della moto. Da parte mia non ho né speranze né paure, sono fiducioso e voglio solo tornare in pista e provarla. Va capita, ma passare questi giorni con la squadra mi ha incoraggiato ancora di più. Bisogna solo lavorare a testa bassa e restare tranquilli".

A questo proposito, gli obiettivi della squadra ufficiale per i primi test in Malesia sono già ben definiti: riprovare il materiale scartato frettolosamente la scorsa stagione per poi definire il piano di sviluppo. Per Iannone e Spies, invece, si tratterà di acclimatarsi ad una moto e team nuovi. Entrambi dichiarano di non voler guardare al cronometro – una bugia benevola cara a tutti i piloti – anche perché non sono al meglio della condizione fisica.

"Sono un po' indietro con la preparazione perché ho scoperto una vertebra rotto dopo l'operazione al naso. Sto cercando di rimettermi in forma il prima possibile, ma ancora non posso fare grossi sforzi per allenarmi. In Malesia dovrò innanzitutto apprendere per gradi. Intanto spero che nei prossimi test Dovi e Hayden riescano a fare un buon lavoro fin da subito, dando delle indicazioni giuste per il futuro".

Con il ritorno di Valentino Rossi in Yamaha, l'unica traccia di giallo rimasta sulle Ducati è il numero sul cupolino di Iannone. Una responsabilità o un onore?

"Chiedetelo a Dovizioso – la risposta evasiva dell'italiano – È lui che ha preso il posto di Valentino. Io però sono molto onorato di essere in Ducati. Per me è tutto positivo".

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