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Dall'Igna: sfida Aprilia alle MotoGP

"La ART è già vicina. Con qualche cavallo in più potrebbero esserci sorprese"

MotoGP: Dall'Igna: sfida Aprilia alle MotoGP

Alterando l'ordine dei fattori, il risultato non cambia. Questa regola raramente si applica al motociclismo, ma il caso dell'Aprilia in Superbike sembra essere l'eccezione. Nonostante il ritiro di Max Biaggi, con il quale ha vinto due titoli in tre anni, la Casa di Noale si presenta come la moto da battere dopo le due "doppiette" al debutto a Phillip Island. Lo sbarco della Superbike in Europa sul circuito di Aragon ha finora dato indizi verso la stessa conclusione. È Gigi Dall'Igna, Direttore Tecnico-Sportivo e padrino della RSV4, a raccontare le sfumature di una favola tutta italiana.

"La RSV4 è comunque un'ottima moto dalla quale partire per poi andare a correre, in tutte le categorie non solo la SBK. È stata pensata fin dall'inizio per l'attività sportiva e pensata con due cervelli, per trovare il giusto compromesso tra moto stradale e racing. Un progetto congiunto tra il gruppo Piaggio e Aprilia Racing per avere un DNA pistaiolo. Con questi presupposti è più semplice raggiungere i risultati".

Qual è il segreto della vostra continuità?

"Dietro a questo progetto c'è Aprilia Racing, che è una garanzia. Nel corso della sua storia ha sempre portato a risultati importanti nei campionati dove ha partecipato".

La RSV4 sembra non smettere mai di crescere. Su che cosa vi siete concentrati durante la pausa invernale?

"Uno non si può mai concentrare solo su una cosa. Ci sono quattro grandi aspetti in una moto. Elettronica, motore, ciclistica e aerodinamica. Quest'ultima ha vincoli importanti per regolamento. Sugli altri aspetti è fondamentale lavorare e trovare il giusto compromesso. Solo questo può fare una moto vincente. Quindi abbiamo fatto sviluppi di motore, sospensioni e ciclistica, oltre che di software".

Sembra che abbiate sopperito al ritiro di Biaggi senza troppi problemi…

"Noi abbiamo avuto sempre tantissimi piloti e più o meno con tutti siamo riusciti ad ottenere il miglior risultato possibile. Fa parte della nostra capacità di ascoltare i piloti e capire cosa gli serve per andare forte. L'importante è centrare il setup senza fare confusione".

Vi aspettavate un debutto del genere quest'anno?

"Dai test invernali si era capito che il nostro potenziale era alto. Il risultato di Phillip Island è stato comunque favorito da alcune circostanze. Siamo stati i più bravi a capire che la chiave per la gara sarebbe stata l'usura della gomma posteriore e fin dalla prima ora di test ci siamo concentrati per cercare di allungarne la durata. Basti pensare che Eugene ha fatto il giro record al penultimo giro di gara due".

Che effetto fa non trovare più Max nei box dopo tanti anni?

"Non abbiamo lavorato solo con lui. Aprilia ha cresciuto tanti campioni tra cui i migliori talenti della MotoGP come Rossi, Lorenzo e Marquez. Avere un pilota come Max aiuta perché dà garanzie ed una esposizione mediatica importante, ma siamo abituati a lavorare con tanti piloti".

A proposito di MotoGP, anche tra le CRT siete il punto di riferimento…

"Partire da una moto stradale, perché la ART sta usando i basamenti e tanti componenti ciclistici standard della RSV4, come rigidezze e geometrie di telaio, e riuscire a mordere la coda delle MotoGP ci inorgoglisce. Se avessimo la possibilità di avere un po' più di cavalli potrebbero essere delle gare più combattute tra CRT o MotoGP. Siamo partiti dalla base SBK, che ha limiti di sviluppo a livello regolamentare. Non è escluso che lavorando su quella moto potremmo avvicinarci ulteriormente. C'è margine di modifiche a livello di motore, interpretando meglio il regolamento, per trovare qualche cavallo in più".

Con l'arrivo del prototipo low-cost di Honda e la vendita di motori da parte di Yamaha, come vede il vostro futuro in CRT?

"Noi stiamo lavorando per cercare di dare un futuro alla nostra CRT. La sfida a livello tecnologico è ardua. Ma lavoreremo per cercare di avere le nostre moto in griglia nel 2014 e 2015. Noi ci stiamo concentrando per aumentare le prestazioni del motore. Rispetto a Honda e Yamaha avremmo comunque dei costi più bassi. Per loro si parla di un milione di euro, il nostro pacchetto completo per due moto, tre motori e supporto tecnico per un'intera stagione si aggira tra i 500mila e 700mila euro".

E nella Superbike, quali sono i vostri avversari più temibili?

"Sicuramente Marco è tra i favoriti per la vittoria finale. Anche Sykes che si vuole riscattare dopo aver perso per mezzo punto. Poi sta crescendo molto bene anche Chaz Davies, un nostro ex, che dimostra come stiamo cominciando a fare da scuola di campione anche in Superbike".

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