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Suzuki Burgman 650: lo scooter è una Rolls

Elegante, superaccessoriato, comodissimo: è la nuova ammiraglia dei maxi

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I compiti principali a cui deve assolvere uno scooter sono principalmente due: da un lato deve assicurare comfort, tranquillità nella guida, e dall'altro offrire maneggevolezza, praticità, velocità e sicurezza nel destreggiarsi nella guida di tutti i giorni. Lo sviluppo, negli ultimi anni, di prodotti in grado di offrire tutto ciò e molto di più, si è sviluppato a macchia d'olio, considerando anche come il mercato della domanda si sia rifugiato principalmente, in questo periodo di crisi, verso prodotti "tuttofare". Bene o male ogni modello di punta delle case motociclistiche ha cercato una propria via, sviluppandosi nel corso degli anni. Era il 1998 quando arrivò sul mercato il primo Suzuki Burgman alimentato da un propulsore 250 cc quattro valvole con raffreddamento a liquido SOHC, dotato di cerchi anteriore e posteriore da 13 pollici, sistema di frenata combinata e vano sottosella dove inserire comodamente una valigetta 24 ore.

L’anno successivo Hamamatsu decise di passare alla cilindrata da 400 cc. Nacque il primo vero capostipite dei maxi scooter, il primo ad essere dotato di una cubatura così ampia.

UN PO' DI STORIA - Il 2002 è un anno importante e ricco di novità per il Burgman, con 3 nuovi modelli. Vengono lanciati i Burgman 125 e 150, i più piccoli della serie, nelle colorazioni giallo, blu e argento. Pur mantenendo dimensioni ridotte i Burgman 125/150 erano dotati di un ampio vano sottosella dove era possibile alloggiare due caschi. L'anno seguente arriva invece il rinnovo della versione da 400cc, oggetto di un restyling completo. Su questo modello compaiono iniezione elettronica, sensore O2 sulla marmitta per ridurre i gas di scarico e cruscotto analogico a 4 quadranti. I cerchi anteriore e posteriore rimasero da 13 pollici, così come la sospensione posteriore di tipo link. Cambiò invece la posizione del freno di stazionamento e fu aumentata la capacità del vano anteriore.

Si arriva cosi al 2004 quando, con il lancio della versione “Executive” del Burgman 650 caratterizzato dall’adozione dell’ABS e dalla presenza degli specchietti regolabili e richiudibili elettricamente, le vendite della serie superano le 110.000 unità.

Un leggero restyling avvenne nel 2005, quando venne introdotta la versione Type S del 400 con parabrezza corto fumé, manubrio cromato e spoiler d'alluminio al posto del poggiaschiena del passeggero. Sempre nello stesso anno tocca al Burgman 650 e alla sua versione Executive sottoporsi ad un leggero restyling. Si arriva al 2008 con un ulteriore restyling per il Burgman 650 che si arricchisce di nuovi accessori come la sella e le manopole riscaldate per renderne più confortevole l’uso anche nelle stagioni più fredde.

Due anni più tardi, ecco fare il proprio debutto il nuovo Burgman 400 con sistema frenante ABS di serie.Il 2011 è invece per Suzuki un anno particolarmente significativo che premia l’impegno dell’Azienda nell’innovazione e nella ricerca tecnologica volta a favorire una mobilità sempre più sostenibile. Il Burgman Fuell-Cell, presentato al Salone di Tokyo del 2009, fu il primo scooter e il primo veicolo al mondo a celle combustibile ad ottenere la certificazione WVTA che ne consente la libera circolazione sulle strade pubbliche dell’intera Unione Europea. Si arriva così al 2013...

NUOVO DESIGN - Linee più moderne e arrotondate, quelle volute da Yoshinora Kohinata, designer della Hayabus e della Gladius del 2009, per il nuovo Burgman. Questo il dettame principale, ad un primo sguardo, con un design più snello e linee meno voluminose. All'anteriore si notano i fari multi-riflesso, con luci di posizione a led. Il parabrezza, regolabile elettricamente, è stato rivisto nelle sue forme, e copre un cockpit "ibrido" analogico digitale con i quadranti del tachimetro e del contagiri intervallati dal display digitale che raccoglie le informazioni di umo di carburante e del livello carburante, della temperatura del liquido di raffreddamento e della temperatura esterna, un orologio, un indicatore di temperatura dell’olio, una spia di cambio olio, un indicatore della modalità di guida (con modalità Drive e Power) e un indicatore di marcia inserita (per la modalità manuale). Presente la spia dell’EcoDrive, che segnala l’andatura ideale per consumare meno carburante.

La sella si presenta con uno schienale regolabile di 5 cm. Voluminoso il vano sottosella che, con i suoi 50 litri di capacità, è in grado di ospitare due caschi integrali. Proprio i vani sono uno dei punti di forza del nuovo Burgman, che presenta, oltre al già citato sottosella, ulteriori tre vani nel retroscudo, di cui uno dotato di presa da 12 V per poter ricaricare il cellulare. Inoltre, il vano centrale ha uno spinotto per poter collegare il navigatore gps. Scorrendo questo scooter, ecco una parte posteriore oggetto di rivisitazoine, sempre con doppia luce, ma con forme e linee più moderne. Riposizionata anche la leva del freno di stazionamento. Da sottolineare anche le manopole riscaldabili, cosi come la sella. Tre le colorazioni disponibili: nero, grigio e bianco.

MOTORE - Con raffreddamento a liquido, il propulsore è un bicilindrico da 638 cc a 4 tempi, con di doppio albero a camme in testa. Il sistema d’iniezione elettronica è "legato" ad un sistema d’immissione dell'aria che convoglia direttamente nei condotti di scarico, detto PAIR (Pulsed-secondary AIR-injection), ad un sensore di O2 e ad un catalizzatore. In questo modo, Suzuki ha voluto migliorare e affinare la combustione per ottenere una riduzione al minimodeii consumi e migliorare le emissioni. Migliorati anche i segmenti di tenuta dei pistoni, che promettono uno scorrimento migliore nei cilindri. Rivisti anche gli iniettori, più piccoli e con una nebulizzazione migliorata. Rivista e migliorata anche la trasmissione.

In questo modo, ad Hamamatsu, hanno ottenuto un'ulteriore ottimizzazione dei consumi. Viaggiando in modalità Drive, infatti, il motore utilizza il 15% in meno di carburante rispetto al modello precedente. Confermato l’Electronically-controlled Continuously Variable Transmission (SECVT), il cambio automatico elettronico che, attraverso la selezione dei tasti posizionati sul manubrio, permette di optare tra tre diverse modalità di trasmissione: due completamente automatiche (Drive e Power) ed una Manuale. Nuovo anche il terminale di scarico e non solo esteriormente ed esteticamente. Al suo interno infatti, ecco  un catalizzatore più lungo di 2 cm e con una fluidodinamica interna che consente ai gas di scarico di uscire più velocemente. In questo modo, il nuovo Burgman si presenta già  pronto per la normativa Euro4.

TELAIO RIDISEGNATO - Ciclisticamente, si è intervenuti sul telaio, ridisegnando la parte posteriore. In questo modo si è voluto rendere il Burgman più delicato, filante e longilineo il Burgman rispetto al modello precedente. In Suzuki hanno pensato anche alla sicurezza con un nuovo impianto ABS, alleggerito del 55% circa. Nuovo, conseguentemente, anche l'impianto frenante, con dischi ora con montaggio flottante e dello stesso diametro. Capitolo pneumatici: 120/70 R15 all’anteriore e 160/50 R14 al posteriore. Il comparto sospensioni vede ora una forcella telescopica con molla elicoidale all’anteriore e due ammortizzatori regolabili nel precarico al posteriore. Peso del nuovo Burgman? 277 chilogrammi.

Ultima parola per i prezzi: 9.990 euro f.c. per la versione Base e 10.490 euro f.c. per la versione accessoriata, l’Executive. Noi, abbiamo testato il Burgman per voi. Volete sapere come và nel traffico, tra le vie cittadine, in autostrada o sui percorsi extra-urbani? Non vi resta che leggere il nostro test. Rimanete collegati!

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