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MotoGP: Rossi corre contro il tempo

A 34 anni, il 'Dottore' sarebbe il campione più "vecchio" della MotoGP

MotoGP: MotoGP: Rossi corre contro il tempo

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"Non è un paese per vecchi", il verso di W.B. Yeats ripreso nel titolo del famoso libro di Cormac McCarthy, si adatta perfettamente alla MotoGP. In uno sport  dove la volontà di rischiare gioca un ruolo preponderante, l'albo d'oro della classe regina annovera pochi piloti oltre la boa dei 30 anni. Alla soglia dei 34 (da compiere il prossimo 16 febbraio), quali speranze ha Valentino Rossi di regalare all'Italia un titolo mondiale che manca dal 2009?

"Devo stare tranquillo e capire il mio livello dopo il primo test", ha dichiarato con rinnovata cautela all'evento promozionale organizzato da Yamaha in Indonesia, aggiungendo che l'obiettivo è semplicemente quello di "salire sul podio il prima possibile e cercare di vincere una gara".

Sognare però non costa niente, e se la rinnovata unione tra Rossi e la sua amata M1 dovesse rivelarsi particolarmente prolifica, il 'Dottore' avrebbe l'occasione di riscrivere ancora una volta la storia laureandosi il campione "più vecchio" della MotoGP.

Il primato assoluto della classe regina appartiene a Leslie Graham, vincitore del mondiale 500 del 1949 a 37 anni e 341 giorni. Dopo di lui, Giacomo Agostini (nel 1975) e Mick Doohan (nel 1998) erano riusciti nell'impresa a 33 anni, Geoff Duke (nel 1955) e Wayne Rainey (nel 1992) a 32, Libero Liberati (nel 1957) e Eddie Lawson (nel 1989) a 31.

Ma la partenza dell'acerrimo nemico Stoner non rende particolarmente più facile la strada che separa Rossi dal decimo titolo in carriera. Ad attenderlo al varco ci sono Lorenzo e Pedrosa, due piloti al picco della carriera, perfettamente a proprio agio in sella alle rispettive moto, e perfezionatisi negli anni fino a raggiungere una costanza di risultati (soprattutto il maiorchino) impressionante. Per non parlare dell'enfant prodige Marquez, pilota spregiudicato e senza timori reverenziali.

Dopo due anni senza vittorie e con soli tre podi all'attivo, a Rossi manca innanzitutto fiducia, in sé stesso prima ancora che nella moto. A questo proposito saranno fondamentali i test in programma a Sepang a febbraio, e ancor di più quelli di Jerez a marzo. Chiuderli nelle posizioni che contano, non necessariamente al vertice, basterebbe ad accendere una speranza di bagarre in gara. E, una volta nella mischia, la storia dice che Rossi non si tira indietro. D'altro canto, il biennio in Ducati ne ha indubbiamente fiaccato l'orgoglio e la resistenza. La terza giovinezza di Rossi comincia da qui. Voi che ne pensate? Lasciate i vostri commenti QUI

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