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Checa: serve spettacolo non tecnologia

AUDIO. "L'economia e la ricerca tecnica hanno destabilizzato il nostro sport"


Moto e squadra sono due delle novità che Carlos Checa dovrà imparare a conoscere e di cui ha parlato nella prima parte di questa intervista. Ma non sono le uniche, se infatti nel 2013 il regolamento della SBK rimarrà invariato, la rivoluzione è attesa per il 2014. Con il campionato passato direttamente sotto il controllo della Dorna, Carmelo Ezpeleta vorrebbe fare diventare le derivate di serie più vicine ai modelli in vendita dai concessionari rispetto a oggi. “Sono le moto di serie che  si avvicinano ogni anno che passa sempre di più alle moto da gara,  per quello è giusto fare un ragionamento del genere – il commento del pilota spagnolo -  Adesso le moto di serie hanno un potenziale altissimo. Penso che per il mondo delle moto sia una buona cosa. Anche con Paolo Flammini si sarebbe potuto fare un buon lavoro, ma per diversi motivi non ha potuto continuare. Avere lo stesso proprietario per i due campionati penso sia meglio, però una cosa sono le parole e un’altra i fatti”.

Cosa pensi succederà?

Ho parlato con Carmelo e la sua idea è molto buona. Non solo per il campionato Superbike, anche in MotoGP porterà abbastanza cambiamenti. Credo per il mondo della moto, per team e piloti, sia una buona cosa. Adesso si sta cercando di ridurre i costi, avere moto e piloti in pista è sempre più difficile, si spende troppo, sia in MotoGP che in SBK. Se si riesce a trovare il giusto bilanciamento tra il livello sportivo e quello tecnico lo spettacolo aumenterà e ci saranno più partecipanti. Inoltre tutti i piloti riusciranno a guadagnare, mentre ora ce ne sono molti che non lo fanno. Sarà un mondo più democratico, soprattutto in un momento di crisi come questo”.

Non si corre il rischio di mettere un limite anche alla ricerca tecnologica?

Non credo che nelle moto si faccia vera ricerca tecnologica, è un mondo piccolo, rispetto a quello dell’auto, dell’aeronautica o della medicina, ad esempio. In quei campi si fa vera ricerca, le moto sono soprattutto spettacolo e si deve rispettare quell’equilibrio. In questo momento la tecnologia e l’economia hanno destabilizzato questo sport”.

Nel 2014 sarai ancora in pista? Non pensi mai a smettere, come ha fatto Biaggi?

Ogni anno considero il ritiro lo considero come una possibilità ma, fino a quando avrò stimoli, motivazioni e proverò piacere a guidare la moto, continuerò. Quest’anno gli stimoli sono molti, mi sento bene, sono ancora gli altri che vengono a chiamarmi e ho l’energia necessaria per continuare. Cosa posso chiedere di più?”.

Magari un bel regalo sotto l’albero a Natale.

Ho una mia filosofia di vita, ogni anno c’è qualche sfida da affrontare nel mio mondo. Quando guardo al futuro logicamente penso a vincere, a ottenere risultati, ma allo stesso tempo cerco di capire come migliorarmi come persona e come pilota. Questa è la mia sfida personale ed è uno stimolo per fare le cose nel migliore dei modi e stare bene. Sotto l’albero vorrei sempre avere qualcosa da fare, per quest’anno ho già un obiettivo, adesso devo metterci del mio per crescere”.

ASCOLTA L'AUDIO INTEGRALE DELL'INTERVISTA

 

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