Lorenzo: Rossi? Mai temuto dal 1° anno

AUDIO. Su Pedrosa e Marquez: "dipenderà dalla moto". Licenza a punti: "buona idea"


Jorge Lorenzo è passato dall’Italia, prima di godersi il Natale nella sua Spagna. L’occasione è stata la festa di fine anno di Nolan, azienda a cui è stato legato negli ultimi sei anni ma che abbandonerà la prossima stagione. Per salutarlo Alberto Vergani, presidente dell’azienda bergamasca, gli ha consegnato un casco speciale che celebra i tre titoli vinti insieme, l’ultimo proprio quest’anno. L’inverno da campione del mondo del maiorchino fino ad oggi non è stata una passeggiata, fra appuntamenti promozionali e gare in auto, al Rally di Monza prima e alla Race of Champions a Bangkok dopo, non sono stati tanti i momenti per riposarsi. “Impegnativo, con tanti eventi e interviste – lo descrive Jorge -  Ma vuole dire che la gente ti vuole, molto meglio che stare a casa senza fare niente. Da una parte stanca un po’, perché hai voglia di qualche giorno di relax, ma dall’altra è positivo”.

Hai provato sensazioni diverse per questo secondo titolo, rispetto al primo?

Un titolo è un titolo, essere campione del mondo della MotoGP è l’obiettivo più importante che un pilota può raggiungere. La prima volta è più emozionante, come ogni prima volta nella vita, ma dipende anche dalla difficoltà che hai dovuto affrontare per vincerlo e quest’anno è stato più difficile che nel 2010”.

Quindi è stato l’ultimo il più bello?

Possiamo dire di sì, è arrivato più tardi nella stagione e con la maturità te lo godi di più”.

Qualcuno ha detto che nell’ultima parte della stagione non hai rischiato, ti sei accontentato. Cosa rispondi?

La mia situazione non era facile, mai nelle ultime cinque gare un’altra Yamaha mi è stata davanti e le guidavano piloti molto veloci. Non andavo piano, ero sempre secondo e Dani era molto in forma, senza nulla da perdere e la Honda era molto forte. Non bisogna dimenticare che stavo lottando per un titolo mondiale e l’importante alla fine è essere il numero 1”.

Honda ha provato a Sepang con Marquez e i collaudatori, voi avete solo fatto pochissimi giri tra Valencia e Aragon. Sei preoccupato per il prossimo anno?

Relativamente, in questo momento non sento nessuna pressione perché il mio sogno l’ho già raggiunto. Sono stato due volte campione del mondo in 250 e due in MotoGP. Provo la giusta preoccupazione, Yamaha sta lavorando al massimo, come faccio anch’io in pista e fuori. Non posso chiedere di più a una fabbrica che sta facendo il 110 %”.

E’ possibile lavorare sulla moto 2013 senza le indicazioni tue e di Rossi?

E’ più difficile, se avessimo girato a Valencia e Aragon sarebbe stato meglio per gli ingegneri”.

Jorge LorenzoCosa cambia con il ritorno di Rossi nello stesso box? Lui è un pilota ingombrante, anche da un punto di vista comunicativo.

Valentino non è ingombrante, ha vinto 9 mondiali e più di cento gare e inoltre è un pilota ‘mediatico’, carismatico, è normale che lo segua molta gente. Io vedo sempre le cose in positivo, quando ero arrivato in MotoGP avevo molto rispetto per tutti ma paura per nessuno e ho provato a vincere da subito. Non ero preoccupato per il mio compagno di squadra, sapevo che dovevo concentrarmi solo su di me, sulle mie prestazioni. In questo momento sono in una posizione migliore rispetto al 2008  e sono più positivo e tranquillo che mai”.

Chi temi di più per il prossimo anno, Valentino o Marquez?

Temere non è la parola corretta, non so chi dei due sarà più veloce. Dipenderà molto anche dalle moto, se sarà la Yamaha o la Honda a essere la più competitiva”.

Pedrosa è il favorito per il titolo come ha detto Marquez?

Dipenderà da tanti fattori, la moto sarà il più importante”.

E’ di questa mattina la notizia della ‘licenza a punti’ per il piloti, cosa ne pensi?

Penso che sia la soluzione migliore per evitare che i piloti a volte facciano manovre incoscienti senza valutare i rischi anche per gli altri. A volte con l’adrenalina non te ne accorgi, ma se ti fanno partire ultimo la tua mentalità cambia. Una grande notizia per la sicurezza dei piloti”.

Le gare in auto sono stata la tua passione questo inverno, non hai mai pensato di correre sulle quattro ruote quando dirai basta con le moto?

Se farò qualche gara in auto in futuro sarà solo per divertirmi. Non posso lottare con ragazzi che guidano il kart fin da bambini e con tanta esperienza, e come se loro volessero vincere in MotoGP. E’ impossibile”.

Il Natale è vicino, cosa vorresti trovare sotto l’albero?

La salute, per me, i miei amici e la mia famiglia. Professionalmente, invece, sarebbe bello vincere un altro campionato in MotoGP, ma questo non è un regalo che si possa chiedere a Babbo Natale ma una cosa per cui devi lottare tutti i giorni.

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