Burgess: Yamaha? Un'ancora di salvezza

L'australiano non nega imbarazzo per il ritorno: "altri meccanici sono rimasti a casa"


Non è solo Valentino Rossi a essere tornato in Yamaha, il pesarese ha portato con sé l’irrinunciabile squadra di tecnici capitanata da Jeremy Burgess, che lo segue dal suo debutto nella classe regina. Il tecnico australiano è stato negli ultimi anni l’ombra del Dottore, nel corso della stagione aveva attirato su di sé anche qualche critica per non essere riuscito a cucire la Desmosedici a misura di Valentino e si era scagliato a sua volta contro la Ducati per non fare abbastanza in termini di sviluppo. Ora  ha deciso nuovamente di parlare, rilasciando un’intervista a MCN, commentando l’avventura italiana appena conclusa e svelando le sue prime impressioni sul ritorno a Iwata.

Burgess non ha nascosto la sua delusione per due anni in Ducati senza avere ottenuto risultati. “Sento che avremmo potuto fare meglio ed è qualcosa che mi porterò nella tomba – ha ammesse – Non abbiamo vinto né una gara né un campionato e non siamo riusciti a mettere Valentino nelle condizioni di rimanere in Ducati. Questi erano i nostri principali obiettivi. Siamo saliti sul podio, ma appena tre volte in 35 Gran Premi, non è certo quello che speravamo”. L’australiano non ha cercato scuse e allo stesso tempo ha appoggiato Rossi per la sua scelta di tornare alla corte dei giapponesi. “Pensi che con l’arrivo di Audi al comando ci sarà un cambiamento, ma la cosa più deludente è non potere vedere Valentino un altro anno su quella moto – ha continuato – Capisco il suo punto di vista, vuole essere competitivo e la pressione in un ipotetico terzo anno in Ducati sarebbe stata grande”.

Non resta che concentrarsi sulla M1, su una moto che il Dottore aveva fatto crescere e che può esaltare il suo stile di guida. Forse sarà l’ultima occasione della sua carriera per essere al vertice e lottare per la vittoria. Però non sono gli aspetti tecnici in questo momento al centro dei pensieri di Burgess, il capotecnico non ha dimenticato quelli più umani. “Imbarazzante non è la giusta parola per descrivere il ritorno in Yamaha, ma a Valentino è stata tirata un’ancora di salvezza e ci siamo aggrappati anche noi” le parole dell’australiano che non ha evitato neanche un altro problema: per fare spazio a lui e ai suoi uomini altri tecnici sono stati lasciati a casa. E’ andato via il capomeccanico di Spies e anche altri ragazzi, bravi meccanici – ha riflettuto – Sono persone con famiglia e mutui da pagare e adesso sono in cerca di un lavoro. La MotoGP come è adesso non mi fa sentire molto bene, non ci sono tanti posti liberi. Non è una cosa che riesco proprio ad accettare”.

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