I Top ed i Flop 2012: Tech 3 e Ioda

Il team Satellite Yamaha meglio di Ducati. Un fallimento la Moto3 di Sacchi

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Uno dei Top assoluti della stagione 2013, per quanto riguarda la MotoGP, è sicuramente stato il team Yamaha Tech 3 gestito dal presidente Irta Hervé Poncharal. E' una vecchia conoscenza del motomondiale, il manager francese. Già negli anni '90, infatti, con la livrea Rothmans ed un pilota di non eccelso valore come Jean Pierre Jeandat monsieur Hervé si dava da fare nella classe di mezzo, coadiuvato come sempre da Guy Coulon, uno dei tecnici storici del campionato, fra i più preparati in assoluto.

Il punto di svolta per il  team Tech 3 fu la decisione di lasciare la Honda per la Yamaha. Un rischio, ma che fruttò alla squadra, nel 2000, un clamoroso 1-2 con Olivier Jacque e Shinya Nakano che assegnò il titolo a Phillip island con un indimenticabile arrivo in volata. Ciò preparò la squadra al successivo balzo in avanti: il passaggio in MotoGP, proprio con Nakano, nel 2001.

IL TOP: TECH 3 - Il resto è storia di oggi: quest'anno la coppia Dovizioso-Crutchlow è salita sul podio in ben otto occasioni. Otto terzi posti che hanno visto vincere la sfida interna con Cal 6 a 2. Non basta: per loro ci sono stati anche 8 quarti posti (in questo caso 5 a 3) e se non fosse stato per Alvaro Bautista a cui anche è riuscita l'impresa, però solo due volte, la squadra francese sarebbe stato l'unico team satellite a dividere i piani alti della classifica con le case ufficiali. Peraltro facendo meglio di alcune di loro visto che il team Monster Yamaha Tech 3 è arrivato terzo assoluto nel mondiale per squadra dietro a Honda e Yamaha, ma davanti alla Ducati, finita sul podio solo due volte con Valentino Rossi

Pontone ha sostituito Folger, qui è con MorcianoIL FLOP: IODARACING - Chi troppo in alto sale cade sovente, precipitevolissimevolmente. Se c'è uno scioglilingua adeguato per il FLOP dell'anno è quello. Nessuna squadra, infatti, in tutto il mondiale, ha fatto peggio (purtroppo) di Iodaracing. Scriviamo purtroppo perchè dietro il team bianco-azzurro c'è nientemeno che Giampiero Sacchi. Un manager che ha gestito Valentino Rossi in 125, così come l'esordio di Jorge Lorenzo nel mondiale. L'errore di Sacchi, nel 2012, è stato quello di volere troppo, essere presente in tutte e tre le categorie. MotoGP, Moto2 e Moto3. Un impegno gravosissimo per chiunque ma aggravato da scelte tecniche incomprensibili, come quello di impegnarsi in prima persona nella costruzione di una Moto3, la fallimentare TR001 e di una MotoGP, la Ioda-Aprilia, tristemente nota per essere la CRT più lenta della classe.

Il dramma è che sono rimasti coinvolti ottimi piloti: Folger e Morciano in Moto3, Petrucci in MotoGP, Corsi in Moto2. Petrucci in MotoGP. Per fortuna la Federazione Motociclistica Italiana, che avrebbe dovuto far correre il team Italia con la TR001 è scappata dopo i primi test. Gli è costato, economicamente e moralmente, ma perlomeno ha salvato la carriera di Romano Fenati e l'avventura del team tricolore. Anche Folger è stato fortunato: dopo aver dimostrato di cosa fosse capace a Le Mans con un 11° posto sul bagnato ha chiesto ed ottenuto di lasciare la squadra e da Indianapolis, passato alla KTM di Aspar è stato fra i migliori: 4 podi, una vittoria e tre terzi posti nelle ultime otto gare. Morciano purtroppo invece è finito a zero punti. Se non fosse stato per Folger la Ioda non avrebbe lasciato alcuna traccia nel mondiale. Il progetto è stato sostanzialmente abbandonato.

In MotoGP non è andata meglio: l'avventura è stata intrapresa con motori Aprilia ingabbiati in un telaio tubolare. Una soluzione al risparmio per non acquistare la ART Aprilia, ma Petrucci che è un buon pilota ha fatto gli stessi punti di Colin Edwards con la Suter finendo sette gare, una in meno del texano. A Misano Petrux  ha ereditato per il resto della stagione ed il 2013 la Suter-BMW, lasciata a piedi dal team Forward passato alla BQR-Kawasaki.

Con questi precedenti si deve considerare tutto sommato positiva la stagione di Corsi, 11° assoluto in Moto2, ma senza nemmeno un podio, ma Simone la deve aver pensata diversamente passando, per il 2013, al team Forward.

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