Melandri: mi mancherà la sfida con Biaggi

"Al suo posto mi sarei fermato anch'io. MotoGP? Non mi attrae"


La pioggia del mattino, ampiamente annunciata, ha lasciato il posto ad un pallido sole. Marco Melandri è seduto davanti alla stufetta nel box a discorrere delle sue passioni extramoto:  aerei e lanci con il paracadute. Non è detto che la pista andalusa da qui a sera si asciughi e in ogni caso il tempone stampato il giorno prima, 1'40"816,  condito da una bella serie di giri veloci, basta per godersi vacanze natalizie in tutto relax.

Marco, in tre tappe ti collaudo invernale  hai girato con l'asciutto solo due giorni. Bastano?

"Dopo il primo test di Jerez abbiamo inserito anche Aragon ma neanche li abbiamo fatto qualcosa. Finalmente abbiamo trovato due giornate di sole e sono contento perchè in realtà ci sono state sufficienti a completare quasi tutto il programma di sviluppo che avevamo in mente".

In quali direzioni avete lavorato?

"La prima priorità è stata adattare la moto 2012 alle Pirelli da 17 pollici (che dalla prossima stagione sarà l'unica misura, invece di 16,5 ndr). Non abbiamo provato tanti particolari, solo quelli che in questo momento ci sembrano più opportuni per migliorare la moto 2013. Che poi è come la 2012, con quale piccola miglioria".

Cioè?

"Abbiamo provato a cambiare gli equilibri di rigidità. Ho provato una forcella con steli maggiorati, nuove piastre di sterzo e un forcellone diverso. Prima era importante capire quanto cambiava il feeling passando dalle gomme da 16,5 a quelle da 17, poi abbiamo cercato di vedere se gli sviluppi che avevamo pensato per le gomme precedenti potevano rivelarsi valide anche con le 17".

Quanto vi resta da fare?

"In alcune aree siamo messi già bene, su altre siamo un po' indietro. Però la cosa buona è che ripartiamo da Jerez con le idee chiare: abbiamo capito cosa funziona e cosa con certezza non va. Mi piacerebbe migliorare la gestione del motore e l'elettronica: l'anno scorso quasi ad ogni gara arrivavano dei software nuovi, siamo andati avanti a piccoli passi. Adesso abbiamo in programma uno step un po' diverso, più radicale, ma non siamo ancora pronti. Lavoriamo sodo, sia in Italia che nel reparto corse in Germania".

Da fuori il cambiamento dal team interno alla struttura dell'importatore italiano si nota in maniera impercettibile. Da dentro sta funzionando?

"Il trasferimento è stato impegnativo ma per me non è stato un grosso impegno. Per adesso è più comodo perchè quando devo incontrare la squadra basta spostarsi a Bologna, invece che in Germania. Io corro, non sono io che devo cambiare le procedure dietro al garage: è un lavoro di cui si occupano Serafino Foti per la parte tecnica e Andrea Buzzoni che è il boss sopra a tutti".

Che Mondiale sarà?

"Bello e combattuto. Credo che tanti partiranno cauti perchè il 2012 ha insegnato che è molto importante finire tutte le gare. Gli equilibri saranno molto simili al passato: la Kawasaki è molto in forma, l'Aprilia è molto veloce e la Bmw può partire di essere altrettanto veloce. Bisognerà vedere quanto riescono a crescere le Ducati, che al momento sono le uniche che mancano all'appello. Sicuro che anche la Honda sarà là davanti".

Max Biaggi aveva il rinnovo sul tavolo ma ha preferito smettere. Che ne pensi?

"Avrei fatto la stessa cosa. Alla sua età e dopo una carriera come la sua smettere da campione del Mondo è stato il massimo. A me dispiace molto perchè comunque vada mi mancherà la soddisfazione di giocarmela alla pari con lui. Questa è la vita".

In prefigurazione 2014 la MotoGP ti attrae?

"Regna l'incertezza sui regolamenti e se portano avanti le proposte che ho sentito non vedo né un riequilibrio né una riduzione di costi. Anzi le differenze aumenteranno perchè chi sceglie di avere la centralina libera avrà un litro in meno, quindi dovrà investire tantissimi soldi per far andare le moto con minor consumo. Non è la strada giusta da percorrere. Almeno secondo me".

 

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