Honda come Ferrari? Non usiamo la forza

Nakamoto: "in MotoGP lo sviluppo tecnologico è importante anche in direzione eco-friendly"

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Il mondo è piccolo, è quello che viene da pensare una volta che si scopre che le più due alte cariche di HRC (braccio di Honda nelle corse) il presidente Tetsuo Suzuki e il vice Shuhei Nakamoto, erano compagni di corso all’università ed entrarono alle dipendenze della Casa di Tokyo nello stesso momento. Il primo nel reparto Ricerca & Sviluppo, il secondo in quello Corse, “non volevano farci lavorare insieme” scherzano sulle pagine del magazine online Inspire LCR, che ha intervistato i due amici. Complici nella vita e anche nel lavoro, tanto che fu Nakamoto a suggerire Suzuki per il suo posto quando incominciò a lavorare in Formula 1.

Il vicepresidente inizia proprio dalle quattro ruote per parlare della MotoGP: “in quell’ambiente ho imparato molto, come gestire un team, a lavorare con gli europei e gli americani – dice – e a capire le persone, se valgono o meno”. Non chiedetegli quale dei due mondi preferisce, “mi piacciono allo stesso modo”, però qualche parallelo è disposto a farlo. “La Ferrari in F1 è un’autorità e se devo essere onesto in quel periodo abbiamo sofferto molto – confessa – In MotoGP Honda ha una posizione di forza simile ma ci piace essere più giusti con i nostri avversari. Se usassimo la nostra forza il campionato perderebbe di interesse”. Nakamoto tiene un profilo basso, anche se Honda al servizio del motomondiale sembra essere quantomeno un’esagerazione. “Molti pensano che noi facciamo quello che ci pare – continua – e ci bacchettano su questo punto frequentemente, ma bisogna tenere in considerazione tutto. Per esempio Honda fornisce i motori alla Moto2 senza alcun guadagno, ha contribuito alla nascita della Moto3 per limitare la crescita di costi della 125 e stiamo cercando di trovare un regolamento equo per la MotoGP”.

Proprio quest’ultimo è il tema che sta tenendo banco negli ultimi mesi e la Nakamoto spiega in poche parole la sua filosofia. “Penso che gli appassionati seguano le gare per vedere anche i progressi tecnologici, non solo le battaglie tra i piloti – il suo pensiero – Questi miglioramenti poi si trasferiscono sulle moto di serie”. D’accordo anche Suzuki: “le corse sono fatte di uomini e tecnologie e noi costruttori pensiamo sempre come supportare al meglio i nostri piloti”.

Per il futuro sta nascendo anche l’esigenza di una spinta ‘verde’ in MotoGP, un’attenzione maggiore verso i temi ecologisti. “Dobbiamo introdurre delle idee ‘eco-friendly’ nel nostro mondo – spiega Nakamoto – ma non penso che questo stravolgerà i regolamenti e non penso neanche ai motori elettrici. La riduzione del numero di motori da usare sarà la prima sfida, cercando di ridurre sia il budget che l’impatto sull’ambiente. Un’altra sarà avere 20 litri di benzina per la gara, anche se le nostre moto riescono già a ottenere questo risultato”.

La Honda non sarà la Ferrari, ma nella bozza per il nuovo regolamento la sua firma si vede comunque.

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