Ducati,ciao Althea. Torna Tardozzi?

E' divorzio con Bevilacqua. Checa torna ufficiale con un team Ducati interno


E' il divorzio dell'anno ma, a pensarci bene, era inevitabile che Ducati e Althea si lasciassero. Gli scriocchiolii si avvertivano dall'estate e la cosa strana, semmai, è che la rottura si avvenuta soltanto adesso, a fine ottobre, dopo che il team aveva già iniziato nei test di Aragon la preparazione al Mondiale 2013.

L'accordo Althea-Ducati 2012 era stato partorito nel gran pasticcio di Portimao 2011 quando Carlos Checa, appena laureatosi campione del Mondo, era stato ad un passo dal clamoroso passaggio alla Bmw. Per evitare la beffa Ducati, che pochi giorni dopo avrebbe lanciato la Panigale, fu costretta ad accettare le condizioni capestro poste da Checa (800 mila € di ingaggio più premi) e del team. Che, in aggiunta alla fornitura delle moto ufficiali, ha ricevuto da Ducati Corse la copertura di gran parte del budget 2012. Ducati ha pagato anche le revisioni dei motori e ovviamente lo stipendio di alcuni tecnici del reparto corse interno distaccati nella struttura satellite.

Ducati quindi ha speso nel 2012 più o meno quanto sarebbe costato schierare un team interno. Con una visibilità molto inferiore perchè, di fatto, l'azienda più vittoriosa della Superbike non aveva alcuna presenza promozionale nel paddock, a differenza delle concorrenti.

Ma non è così scontato che il divorzio sia stato causato solo da motivi economici. La Ducati pretendeva una maggiore visibilità, a cominciare dalla denominazione del team. E probabilmente a Bologna chiedevano anche un ridimensionamento del ruolo di Genesio Bevilacqua, il patron di Althea che negli ultimi due anni ha parlato come se fosse – di fatto – il portavoce dell'azienda, invece che unicamente del suo team.

Adesso siamo curiosi di capire che succederà. Carlos Checa ha rinnovato direttamente con Ducati Corse, Davide Giugliano invece è sotto contratto Althea e quindi è nel limbo, come la squadra. Le moto “clienti” abbondano: è disponibile la quarta Aprilia RSV4 offerta a condizioni di favore e quattro Bmw ufficiali versione 2012, cioè l'intera dotazione tecnica di Bmw Motorrad e Bmw Italia. Ma organizzare tutto da zero, o quasi, a poche settimane dal via iridato (24 febbraio 2013 a Phillip Island) non sarà uno scherzo.

E la Ducati? Ernesto Marinelli, che oltre ad essere responsabile tecnico e anche responsabile della gestione dell'impegno SBK, ha lasciato intendere che siano in corso trattative con altre strutture satellite. Ma ci sembra un'ipotesi di difficilissima realizzazione, visti i tempi molto ristretti, e anche piena d'insidie: tecniche, perchè la Panigale è in pieno sviluppo e ha bisogno di una struttura affidabile e collaudata, e anche d'immagine. Inoltre Checa, presumibilmente, non accetterà di andare a correre con un team che non conosce a fondo.

Quindi, visto che il budget è più o meno lo stesso che sarebbe stato necessario per continuare con Althea, finirà che Ducati Corse sarà “costretto” in pista con il team interno. Come GPOone.com aveva paventato lo scorso 8 giugno. Ma c'è di più: è in corso una trattativa con Davide Tardozzi che, dopo la burrascosa esperienza in Bmw, potrebbe tornare a capo della struttura SBK di Borgo Panigale. Un ruolo che ha ricoperto dal 1998 al 2010 vincendo 18 titoli Mondiali piloti e Costruttori.

Che in Ducati ci sia bisogno di una profonda riorgarnizzazione è evidente: a fine ottobre non c'è ancora il team Mondiale e non è stato neanche formalizzato l'accordo con l'unico team satellite che ha mostrato interesse nei confronti della Panigale per il tedesco Max Neukirchner. Inoltre Ducati è sparita dai quartieri alti del BSB e di altri campionati nazionali top. Serve rifondare. Tardozzi sa come si fa.

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