Rossi: Stoner ha meritato la "sua" curva

Valentino sul primo giorno a Phillip Island: "positivo, decisiva la scelta delle gomme"

Rossi: Stoner ha meritato la "sua" curva

Quando anche gli avversari riconoscono la tua forza, significa che sei stato veramente perfetto. I rapporti personali fra Stoner e Rossi non sono mai stati dei migliori, “non è certo il pilota con cui vado più d’accordo” ammette il Dottore, eppure oggi Valentino non ha negato a Casey il suo personale applauso. “La curva che gli hanno dedicato se l’è meritata solo per i traversi che fa in quel punto” ha riassunto in una battuta i complimenti. Il Canguro ha tracciato un solco fra sé e gli avversari e il pesarese spiega il suo segreto: “apre il gas 20 o 30 metri prima di tutti gli altri, mette la moto di traverso ed è più veloce per tutta l’accelerazione”.

Da una parte la RC213V lo asseconda in tutto e per tutto, “ho seguito Pedrosa e ho visto che dove c’è bisogno di trazione la Honda fa la differenza, penso che sia quantificabile in 3 o 4 decimi – le parole di Rossi – Anche Dani fa delle derapate impressionanti, riesce a mettere tutti i cavalli a terra dove ce n’è più bisogno”. Dall’altra Casey ci mette del suo, “è alla sua ultima gara in casa, dopo avere vinto le ultime 5 gare consecutiva su questa pista, si crea un atmosfera particolare in queste condizioni – sottolinea – E’ come in una bolla, quando cammina non tocca neanche il terreno, vola. Stoner ci tiene a vincere e non è solo la moto che gli dà un vantaggio, lui ci mette molto del suo, anche un mezzo secondo al giro. Qui guida da dio”. Tutto sommato un po’ mancherà anche a Vale il prossimo anno, “dal punto di vista sportivo è un peccato che smetta” garantisce.

Peccato non potere vedere un’ultima sfida tra i due, ma anche a Phillip Island Valentino non può farsi grandi illusioni per la gara. Anche se ostenta un cauto ottimismo: “oggi è stata una giornata abbasatanza positiva – dice – Siamo riusciti a migliorare dal turno del mattino a quello del pomeriggio e il mio tempo non è male”. La Ducati numero 46 ha chiuso in ottava posizione, con il crono di 1’32”030. “Potevo fare meglio, ho cambiato gomma solo a fine sessione e abbiamo deciso di mettere una molla più dura al monoammortizzatore, ma così il posteriore scivolava troppo – continua – Il passo è buono, soprattutto con pneumatici usati, sono più vicino a Bautista e Bradl rispetto al giro secco. Inoltre riesco a controllare bene la derapata a gas aperto, non devo chiudere”.

Domani ci sono però ancora molti interrogatici da chiarire, primo di tutto quello che riguarda le gomme. “La soffice al posteriore garantisce reazioni più morbide, ma la seconda metà della gara potrebbe essere critica – riflette – Inoltre c’è il rischio che la sua temperatura si alzi troppo, lo pneumatico diventa molle in questo caso e rende la moto difficilissima da controllare. Con la dura invece le reazioni sono più secche, si scivola di più, ma le prestazioni dovrebbero essere più costanti. Potrebbe essere la scelta giusta per me”. Poco da fare invece per ovviare al chattering all’anteriore, “la causa è l’asfalto, in due o tre punti è molto rovinato e la moto salta sulle buche. Lo rifaranno nell’inverno”. Dove si può invece migliorare è il bilanciamento della moto: “trovare un buon set up nelle curve veloci senza perdere trazione – conclude Valentino – Domani dovremo continuare a migliorare, lo faranno anche gli altri”.

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