MotoGP e SBK: i figli del matrimonio

Aumenta il potere di Dorna: Honda non fa più paura e magari un unico campionato

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MotoGP e Suberbike non sono mai state così vicine, la parentela si era rafforzata quando il fondo Bridgepoint aveva acquisito Infront, ma con la decisione di oggi da cugine sono diventate sorelle. Il papà è solo uno, la Dorna, che adesso potrà decidere liberamente sugli scenari futuri dei due campionati. I fratelli Flammini, che hanno fatto nascere e crescere il mondiale delle derivate di serie, sembrano invece stati messi da parte. Sul comunicato ufficiale non c’è traccia delle loro parole, il commento di Infront è affidato a Blatter e questa assenza risuona come un primo campanello sul futuro.

I due campionati avranno gestioni separate”, ma adesso Carmelo Ezpeleta si ritrova col coltello dalla parte del manico, capace di giocare su due campi contemporaneamente, rendendo la vita dura agli avversari. La minaccia della Honda di lasciare la MotoGP se le regole non le piaceranno, per esempio, sembra un’arma definitivamente spuntata. Basterà imporre limiti più stringenti alle derivate di serie per bloccare ogni via di fuga. E non è detto che non lo si faccia, perché, a leggere tra le righe,  la frase “l'obiettivo è quello di permettere a entrambe le competizioni di crescere e dare maggiore risalto alle caratteristiche di ciascun campionato, mantenendo la posizione di leadership che gli è propria nel campo delle competizioni mondiali di moto su pista: SBK con le moto di derivazione stradale, MotoGP con i prototipi” sembra descrivere con esattezza quello che riserverà il futuro.

I fratelli Flammini hanno ripetuto più volte di mantenere l’attuale impianto regolamentare per i prossimi anni, ma Dorna potrebbe pensarla diversamente. Potrebbe immaginare le SBK come moto “più di serie”, avvicinandole alle Superstock e allontanandole dalle MotoGP. Un campionato in un certo senso meno “tecnologico” dell’attuale, dove troverebbero posto non le Case ma le squadre private. Così facendo potrebbe portare Aprilia e BMW nel motomondiale, che ha bisogno di nuovi costruttori, mettendosi al riparo da eventuali ritiri. Honda ha già fatto a meno delle competizioni, dal 1967 al 1979, e potrebbe farlo ancora. Una decisione in questo senso metterebbe in crisi una MotoGP con solo tre Case come l’attuale e non una rafforzata nelle presenze ufficiali.

Il peso di Dorna al tavolo delle trattative è oggi è aumentato, potere “gestire” i due campionati la mette in una posizione di vantaggio non trascurabile. Tutto è possibile, anche un unione fra le due serie. Non sicuramente in tempi brevi, ma se la crisi economica e sportiva dovesse continuare l’opzione potrebbe prendere forma. Al posto di 34 GP, fra MotoGP e SBK, solo una ventina di appuntamenti che racchiudono le due formule. Utopia? Per adesso sì, ma questo matrimonio potrebbe portare a molte novità e solo il tempo potrà dire quali saranno.

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