Lorenzo: Honda e Yamaha qui alla pari

Jorge: "una buona base di partenza", Dovizioso: "la M1 si impenna troppo"

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Lorenzo ha iniziato con il piede giusto il weekend americano, l’affiatamento con la sua M1 sembra essere vicino alla perfezione e il suo secondo tempo, ad appena 74 millesimi da Pedrosa lo dimostra. “Sono contento – non si nasconde Jorge Lorenzo – le sensazioni sulla mille sono migliori di quelle sulla 800, direi che non c’è nessun punto negativo rispetto allo scorso anno”. Dei particolari non lo soddisfano ancora del tutto, “bisogna migliorare in frenata, nei cambi di direzione – spiega – ma la base è buona. Sono anch’io che devo sciogliermi ancora un poco”.

Le Honda non lo preoccupano troppo, “nell’accelerazione dall’ultima curva sono messi meglio – osserva – forse è anche merito del nuovo motore più dolce, ma non hanno un grande vantaggio. Non so se questo sia un circuito favorevole alla Yamaha, anche il Sachsenring doveva esserlo e poi abbiamo sofferto. Qui mi sembra che siamo alla pari. Non vuole sbilanciarsi Jorge, ma gli obiettivi sono bene chiari, “arrivare a un passo vicino al 1’20 alto”, e poi giocarsela con i “soliti” Pedrosa e Stoner. Soprattutto l’australiano è nei pensieri dello spagnolo. “Casey sembra essere meno in forma nelle ultime due gare, ma in Germania senza la caduta avrebbe potuto vincere – spiega Lorenzo – Magari su questa pista sorprenderà tutti”.

In casa Yamaha non ci sono solo sorrisi, Andrea Dovizioso non è soddisfatto del suo 5° tempo. “E’ una pista molto difficile ed è complicato trovare il ritmo subito – dice – Il problema comunque più grave è che la moto si impenna troppo, bisogna lavorarci su e renderla più controllabile, poi sarà più facile essere veloci”. La sua M1 ha confermato anche i punti di forza: “in entrata in curva siamo messi bene, qui ci sono staccate con la moto sempre piegata, bisogna solo migliorare l’uscita – continua – Nelle curve 3 e 5 è una lotta cercare di tenere l’anteriore a terra”.

Il forlivese non nota invece grandi differenza dalla 800 alla mille, “forse anche perché ho cambiato moto – afferma – ma in qualsiasi pista mi dimentico del cambio di cilindrata”. Per il pomeriggio l’obiettivo è avvicinare i primi tre, “sono ancora troppo staccato”, che però per questo GP potrebbero essere anche quattro. “Spies sulla pista di casa lo vedo bene – commenta il Dovi – Forse anche il fatto di avere comunicato l’addio da Yamaha gli rende la mente più libera”.

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