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Audi R8 vs Ducati D16: sfida impossibile

VIDEO Cronaca semiseria di un giro a Misano con la supercar tedesca

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E’ questione di settimane poi nelle vene di Ducati scorrerà un po’ di sangue tedesco e la rossa D si unirà coi quattro cerchi dell’Audi. Se per l’ufficialità bisognerà aspettare, il World Ducati Weekend non ha rinunciato a un tocco teutonico con le quattro ruote di Ingolstad sulla pista del circuito di Misano. Da buoni cronisti non potevamo farci fuggire l’occasione di toccare con mano i prodotti della nuova proprietà e per una volta abbiamo rinunciato – a malincuore – alle moto per montare sul sedile di una R8, modello di punta sportivo di Audi.

I cavalli del 10 cilindri sono circa il doppio di quelli di una MotoGP, come le ruote, mentre sulla bilancia non c’è storia e la D16 – sorpresa! – stravince su tutta la linea. Un peso piuma contro un lottatore di sumo. Il colore è il grigio d’ordinanza, e qui non c’è storia: il rosso evoca ben altri sentimenti, ma ci accontentiamo. Il prezzo è molto minore di quello di una CRT, si parte da 115mila euro per sfiorare i 200, diciamo a livelli di una SBK usata. Per la prima presa di contatto però non abbiamo voluto strafare, niente versione da gara ma la più “tranquilla” - si fa per dire – stradale.

Il volante però non ce lo hanno fatto stringere, mettiamo il casco e ci accomodiamo, da passeggeri, di fianco al pilota tedesco con occhi azzurri di ordinanza e un nome che ci siamo sforzati, inutilmente, di ricordare. Troppe consonanti non aiutano la memoria. Va bene così, è come sulla Desmosedici two seater, ma con le cinture di sicurezza che aiutano in staccata.

L’accelerazione da fermo ci attacca al sedile mentre partiamo dalla pit lane, ultimi di un trenino di tre auto. Variante del parco e saltiamo sui cordoli manco fossimo Stoner, ma con la comodità dei sedili in pelle. A dirla tutta, osserviamo con un certo interesse anche la manopola dell’aria condizionata viste le temperature tropicali ma il nostro pilota non sembra dell’idea di accenderla. Mangerebbe  una manciata di cavalli e le corse sono cose da uomini duri. Le gomme stridono ad ogni curva e siamo sempre più vicini all’auto che ci precede, rettilineo in scia ma siamo sempre dietro.

Lo facciamo notare all’intrepido tedesco al volante che ci strizza l’occhio, sa dove passare, che fosse stata una tattica il giro in scia per superare l’avversario. Alla Quercia ci proviamo, non c’è il pubblico delle grandi occasioni ad assistere all’attacco, ma va bene lo stesso. Piede schiacciato sul freno, traiettoria interna e siamo davanti. Per qualche metro. Arriviamo lunghi e in uscita vediamo di nuovo gli scarichi della R8 avversaria. Ma la bandiera a scacchi non convalida il risultato, ritorniamo in corsia box prima.

E’ venuto il momento di tirare le conclusioni. La R8 ci piace ma non potremmo mai permettercela. La prossima volta vogliamo essere noi a guidare. Perché la comparativa sia completa dobbiamo fare un giro anche con la Desmosedici. Mamola, sei avvertito.

Sotto il video del primo giro, con qualche tremolio (rigorosamente voluto) per farvi sentire ancora più partecipi.

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