Quel pasticciaccio brutto fra Marc e Pol

Ricorso di Espargaro, interviene il Presidente FIM Ippolito

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Sono passati più di due giorni dalla fine della gara della Moto2 nel GP di Catalogna e ancora non si conosce la classifica finale. Sei i primi due posti sono sicuri, Iannone primo e Luthi secondo, non si sa il nome del pilota sul gradino del podio più basso.

Dopo la bandiera scacchi è stato Marc Marquez a stappare lo champagne, ma poco dopo la Race Direction lo ha retrocesso in 23ª posizione, infliggendogli un minuto di penalità per il contatto con Espargaro, in cui Pol ha avuto la peggio finendo a terra. Niente punti e Rabat sul podio, almeno per qualche ora. In seguito a un ricorso, in serata arriva la comunicazione della Federazione Internazionale che annulla la sanzione.

A deciderlo gli Stewart della FIM, ma sulle loro motivazioni il mistero resta fitto. Tutto chiarito? Neanche per idea, Sito Pons, team manager di  Espargaro, ha presentato a sua volta un ricorso al CDI per ristabilire la penalità. Quando arriverà la decisione del tribunale si scoprirà de Marquez avrà o meno conquistato 16 punti in gara e, si conseguenza, se Iannone ed Espargarò saranno appaiati in seconda o in terza posizione nella classifica iridata.

La confusione regna sovrana e più si cerca di fare chiarezza meno si vede la via d’uscita. La Direzione Gara aveva inoltre sollevato su di sé più di qualche critica anche durante la gara della Moto3, quando non aveva fermato Louis Rossi inseguito alla rottura dello scarico che penzolava fuori dalla moto. Un grande rischio non esporre la bandiera nera, con la marmitta che avrebbe potuto staccarsi da un momento all'altro creando un reale pericolo per i piloti. Jorge Lorenzo l’ha detto chiaramente: “a prescindere di chi sia la colpa, il problema è che non si può prima dare e poi togliere una sanzione. Ci va sicurezza nelle decisioni”. Proprio quella che è mancata, la Race Direction, organo della Dorna, è stato smentita dalla FIM, senza spiegarne il perché.

Una cosa, questa, stigmatizzata anche dal Presidente della FIM, Vito Ippolito, che ha detto che investigherà sul motivo di una decisione non motivata, come invece avrebbe dovuto essere.

Giustamente Pons ha giocato con le stesse armi del rivale, presentando ricorso e i tempi si allungano senza che ci sia una risposta definitiva. I piloti della MotoGP difendono la condotta di gara di Marquez: “è stato più colpevole in Qatar che qui, non poteva vederlo e in quel momento era davanti” ma il fatto è che sembrano esistere due pesi e sue misure, o meglio che il limite venga spostato deliberatamente avanti e indietro.

La manovra compiuta da Marc nei confronti di Pol, ricorda (anche se la dinamica fu diversa) quella di Simoncelli su Pedrosa a Jerez 2011, un contatto dopo che un pilota rientra in traiettoria dall’esterno. Il Sic fu punito con un ride through. Sia Pedrosa che Marquez hanno gli stessi colori sulla moto, e anche lo stesso passaporto. Due coincidenze fanno un indizio, ne serve solo un altro per avere una prova.

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